L'European Disability Forum pubblica un documento: solo il 9% dei disabili frequenta l'università, i disabili occupati in Ue sono appena il 29% e il 62% vive in povertà

BRUXELLES - Per ribadire l'importanza del Patto europeo per la disabilità, il documento che l'European Disability Forum vorrebbe inserire come ottava iniziativa faro nella strategia Europa 2020 (piano di lavoro che sostituirà la strategia di Lisbona), l'Edf pubblica un documento, in cui spiega - a mo' di quiz "lo sapevate che?" - perché è fondamentale per un'Ue inclusiva anche nei fatti e non solo a parole.
I dati non sono per nulla incoraggianti: solo il 9% dei disabili frequenta l'università, contro una media europea complessiva del 18%. Se il tasso di occupazione nell'Ue è del 69%, i disabili occupati sono appena il 29%. Inoltre il 62% dei disabili vive in condizioni di povertà. Se poi analizziamo l'accesso all'informazione, soprattutto a quella on line, le cose addirittura peggiorano: infatti il 95% dei siti delle pubbliche amministrazioni non sono accessibili a disabili visivi o mentali. Un patto per la disabilità a livello europeo servirebbe, secondo l'Edf a garantire una crescita del livello occupazionale dei disabili, un'educazione inclusiva e che garantisca le pari opportunità, un sistema di protezione sociale adeguato per evitare che le persone con disabilità siano più a rischio di vivere in condizioni di povertà, ricerca e innovazione per una società più inclusiva e un migliore accesso all'informazione e alle nuove tecnologie per tutti. (Maurizio Molinari)
(4 giugno 2010)




