Appuntamento davanti a Montecitorio per protestare contro le norme della manovra in tema di invalidità. L'Anffas: "Angoscia e preoccupazione, è impellente la revisione delle modalità di accertamento dell'invalidità". Uildm: "Grave arretramento dei diritti delle persone con disabilità". Legacoopsociali: "Colpiti i veri invalidi"

ROMA - In piazza per dare rappresentanza alla "angoscia e preoccupazione" di oltre 14 mila genitori e familiari di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale su tutto il territorio nazionale: anche l'Anffas, l'Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, annuncia la propria presenza in piazza Montecitorio il prossimo 7 luglio per la protesta promossa da Fand e Fish contro le norme previste dalla manovra economica in tema di invalidità.
ANFFAS - Anffas chiede l'abrogazione del comma che prevede l'innalzamento della percentuale di invalidità e sottolinea semmai la necessità di una "impellente e non più prorogabile revisione dell'intero sistema dell'accertamento di invalidità civile e stato di handicap", ancorato a "tabelle e paradigmi ormai obsoleti e non adeguati a valutare l'effettiva condizione di disabilità e la necessità di sostegni". Ogni altro genere di provvedimento, e in particolare quelli emersi con gli emendamenti alla manovra presentati dal relatore di maggioranza Azzolini rappresentano invece dei "tagli indiscriminati e discriminatori nei confronti di persone e famiglie che ormai si trovano sempre più sul baratro della vera e propria povertà ed esclusione sociale". Una posizione che - ricorda l'Anffas - "è in perfetta linea anche rispetto a quanto dichiarato dalla Conferenza delle regioni e province autonome nel proprio documento sulla manovra, diffuso nei giorni scorsi".
UILDM - In piazza ci sarà anche la Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare): "Aderiamo senza riserva alcuna - dice il presidente nazionale Alberto Fontana - alla manifestazione nazionale di protesta indetta per il 7 luglio a Roma dalla Fish e dalla Fand, perché vogliamo l'abrogazione di quei provvedimenti che vuole introdurre la manovra finanziaria correttiva (e i successivi emendamenti), riguardanti gli assegni mensili agli invalidi parziali e l'indennità di accompagnamento. Si tratta infatti di norme che rischiano di provocare un grave arretramento dei diritti delle persone con disabilità".
LEGACOOPSOCIALI - Arriva anche la partecipazione di Legacoopsociali. "Si è sostenuto da parte del governo - afferma la presidente Paola Menetti - l'obiettivo del contrasto al fenomeno dei falsi invalidi, ma i provvedimenti proposti per perseguirlo, nel decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, sono ora sostanzialmente confermati e per alcuni aspetti peggiorati nell'emendamento presentato dal relatore di maggioranza alla Commissione Bilancio del Senato. Si colpiscono in concreto e pesantemente gli invalidi veri, le persone disabili e non autosufficienti, le loro famiglie". "Se consideriamo - prosegue Menetti - che ciò si accompagna a quanto previsto nella manovra rispetto alla riduzione dei trasferimenti agli enti locali ed alle regioni, al taglio al Fondo sociale, alla scomparsa del Fondo per la non autosufficienza, non possiamo, come cooperatori sociali, tacere la nostra profonda preoccupazione di fronte a scelte, a politiche concrete, che - conclude - riducono la centralità della persona e della famiglia a pure affermazioni virtuali, pesantemente contraddette nei fatti"
FAIP - In piazza anche la Faip (Federazione associazioni italiane paratetraplegici), che denuncia come l'emendamento all'articolo 10 della manovra "verrebbe di fatto a minare quelle - seppur limitate - garanzie di inclusione sociale per le oltre 70.000 persone paraplegiche e tetraplegiche italiane". "Questo feroce attacco - ha affermato il presidente Raffaele Goretti - viene a colpire prevalentemente le persone con lesione al midollo spinale, che a costo di grandi sacrifici e impegno hanno raggiunto un livello soddisfacente di autonomia e indipendenza, e che proprio per questo traguardo faticosamente conquistato, potrebbero vedersi negato quel minimo sostegno erogato in sostituzione di tutto quello che lo Stato non riesce a fornire". Quanto alla modifica dei criteri per l'assegnazione dell'indennità di accompagnamento, che verrebbe concessa solamente a chi si trovasse nella situazione di non essere più in grado di svolgere "il complesso degli atti elementari" della quotidianità, la Faip parla di "beffarda contraddizione del concetto stesso di abilitazione, che investe tutte quelle persone con lesione midollare che, nonostante una grave disabilità, hanno optato per un percorso di vita attiva nella società, in contrasto alla condizione di segregazione cui questo provvedimento potrebbe immediatamente ricacciarle". Già oggi, sostiene la federazione, "è altissimo il costo di questa autonomia": secondo uno studio promosso dalla Fondazione Istud in collaborazione con lo Ias, le persone con lesione al midollo spinale e le loro famiglie spendono circa 14 mila euro ogni anno per le esigenze connesse alla disabilità. Una somma ben più elevata delle provvidenze economiche ricevute".
PAPA GIOVANNI XXIII - Condanna la manovra anche l'associazione Comunità papa Giovanni XXIII, che parla di norme "vessatorie nei confronti dei disabili", che introducono "un'assurda discriminazione fra chi soffre di una sola patologia e chi invece è affetto da più patologie che, singolarmente valutate, corrispondono a percentuali inferiori al 74%". Anche riguardo all'indennità di accompagnamento ci si trova di fronte - secondo la comunità - a "norme che riducono fortemente il sostegno dello Stato ai disabili e alle loro famiglie" e che "andranno a colpire anche chi si trova a dover assistere un famigliare affetto da patologie temporanee o un malato terminale".
PARENT PROJECT ONLUS - Condivide la protesta anche Parent Project Onlus, che si occupa di una fra le forme più gravi di distrofia muscolare, la distrofia muscolare di Duchenne e Becker: ""Non è accettabile - dice il presidente Filippo Buccella - che per contrastare il fenomeno dei falsi invalidi, si taglino le già scarse risorse economiche destinate alle persone gravemente malate. Gli invalidi ricevono dallo Stato una cifra assolutamente inappropriata rispetto ai costi esorbitanti che si è costretti a sostenere. Da decenni - continua - è pressante la necessità di rivedere i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza e il Nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili ma, invece di destinare maggiori risorse, si prevedono tagli ancora più gravi. La civiltà di un Paese - conclude - si misura dalla possibilità offerta ai propri cittadini di vivere la malattia con dignità".
COORDOWN - Secca anche la condanna del Coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down che - attraverso una nota firmata dal coordinatore nazionale Sergio Silvestre - dichiara il proprio appoggio "alle rivendicazione delle altre organizzazioni che tutelano le persone con disabilità" e chiede lo stralcio del comma 1 dell'articolo 10 "senza nessuna ulteriore norma compensativa". "Il governo gioca a scacchi con il mondo della disabilità", commenta Silvestre, definendo "inaccettabili le proposte emendative presentate in Commissione Bilancio". L'esclusione delle persone affette da Trisomia 21 dall'innalzamento all'85% della percentuale di invalidità necessaria a ottenere l'assegno non soddisfa, infatti, il coordinamento che stigmatizza "la volontà di tutelare gravi patologie anche se presenti singolarmente piuttosto che complessi invalidanti basati su una pluralità di minorazioni". Considerata ancora più grave, infine, la norma relativa alla "nuova definizione di non autosufficienza, che deve essere permanente e quindi riconosciuta esclusivamente in rapporto alle limitate possibilità fisiologiche e di deambulazione".
CISL - Forte contrarietà a qualunque ipotesi di modifica dei criteri per l'indennità di accompagnamento arriva anche dalla Cisl. "Le proposte di differenziare chi ha una patologia o menomazione da chi ne ha più di una - sostiene in una nota il segretario confederale Pietro Cerrito - ci sembrano decisamente inique". Il testo in discussione nella commissione Bilancio del Senato, secondo Cerrito, "escluderebbe dall'indennità di accompagnamento disabili e anziani non autosufficienti in grado anche solo di alimentarsi o svolgere un solo atto elementare della vita". Dalla Cisl, infine, l'augurio che presto in Italia la discussione su questi temi "assuma tutt'altra connotazione, che parta dalla lotta agli abusi e dalla effettiva garanzia di servizi nei territori e dal supporto all'autonomia ed all'inclusione sociale".
ANIEP - "Dopo avere offuscato la realtà con la campagna mediatica sui falsi invalidi, la manovra governativa è la peggiore, ignobile e vergognosa aggressione che si potesse immaginare contro le persone con disabilità e le loro famiglie". L'Associazione nazionale per la promozione e la difesa dei diritti civili e sociali degli handicappati denuncia così "il tentativo di colpire i disabili veri". Elevare all'85% il grado di invalidità minimo per chi è affetto da due o più patologie non è solo "illogico" ma anche "anticostituzionale". Inoltre, con i nuovi criteri, l'indennità di accompagnamento "verrà riconosciuta esclusivamente a chi si trova in stato vegetativo o quasi", commenta la presidente Lia Fabbri.
UILP - Anche la Uil Pensionati scende in piazza per condividere l'obiettivo della mobilitazione, e cioè il ritiro delle misure contenute nella manovra economica riguardanti le persone disabili.
In particolare, "differenziando la soglia d'invalidità tra chi ha una sola patologia o menomazione e chi ne ha invece più di una, si discriminano le categorie di disabili senza colpire i falsi invalidi e si penalizzano le persone anziane, più facilmente affette da pluripatologie invalidanti". La Uilp esprime inoltre "sconcerto per la modifica ai requisiti per ottenere l'indennità di accompagnamento, che colpisce anch'essa molte persone disabili e molte anziani non autosufficienti e che è stata inserita senza consultare né i sindacati né le associazioni. Per la Uil Pensionati "non si può affrontare in questo modo un tema tanto complesso, penalizzando soggetti e famiglie che già oggi vivono grandi difficoltà".
ANPAS - Ad aderire alla protesta c'è pure l'Associazione nazionale delle pubbliche assistenze, che con le proprie ambulanze del Lazio garantirà l'assistenza sanitaria alla manifestazione. "Attraverso i servizi di trasporto socio-sanitario offerti alla cittadinanza in tutta Italia, le Pubbliche assistenze si rapportano ogni giorno con le esigenze delle persone con disabilità - dice il presidente Fausto Casini -. Il governo arriva ad emanare un provvedimento così grave utilizzando una campagna falsa e demagogica che si basa sull'incapacità del sistema di punire i falsi invalidi per rendere inesigibile il diritto alle pari opportunità per i soggetti in difficoltà. Quello operato dal governo è un provvedimento incivile che considera le diversità e le disabilità come una colpa e quindi un ostacolo da rimuovere".
SBILANCIAMOCI - Anche la campagna Sbilanciamoci ha intanto reso nota la propria adesione. Nata nel 1999, essa riunisce 47 organizzazioni della società civile, accomunate dall'impegno in favore di un'economia di giustizia e di un nuovo modello di sviluppo fondato sui diritti, l'ambiente, la pace. "Si tratta dell'ennesimo attacco ai diritti di cittadinanza e al welfare - dichiara Giulio Marcon, portavoce della campagna - Invece di colpire i grandi patrimoni e le rendite finanziarie, si penalizzano i disabili. Si tratta di una misura odiosa e ingiusta".
LA PETIZIONE DELLA FISH - Intanto per rafforzare la protesta delle associazioni la Federazione italiana per il superamento dell'handicap lancia una petizione on line su Vita.it. Due le richieste avanzate: abrogare il comma 1 dell'articolo 10 del decreto legge 78/2010 e dei relativi emendamenti riguardanti l'innalzamento all'85% della percentuale di invalidità necessaria a ottenere l'assegno e la cancellazione dell'emendamento del governo che rivede i requisiti medico- legali per la consessione dell'indennità di accompagnamento.
(5 luglio 2010)









