Le posizioni espresse dalle due associazioni nell'audizione a Montecitorio. Cotura (Fiadda): "Fanno apologia della Lis: contrari al testo, non è adeguato ai tempi:". Collu (Ens): "Giocano una partita illiberale e ideologica, imponendoci le loro scelte"

ROMA - Più che semplici divergenze, è un vero e proprio abisso. L'arrivo a Montecitorio della legge che riconosce la Lingua dei segni ha provocato l'ennesimo scossone nei rapporti già turbolenti fra le due principali associazioni che rappresentano le persone sorde: l'Ens (Ente nazionale sordi, componente della Fand) e la Fiadda (Famiglie italiane associate per la difesa dei diritti degli audiolesi, che invece aderisce alla Fish).
Nel corso delle audizioni informali che la Commissione Affari sociali della Camera ha tenuto ieri sul testo di legge in esame, Antonio Cotura, presidente di Fiadda, non ha usato mezzi termini: "La Fiadda - ha detto - è contraria all'approvazione perché la proposta di legge reca elementi che non corrispondono all'attuale realtà delle problematiche legate alla sordità, non si esplicita chiaramente l'importanza ed il significato dell'acquisizione del linguaggio verbale da parte delle persone sorde e non viene data sufficiente attenzione all'attualità della sordità infantile vista oggi dal mondo medico scientifico come un problema in via di risoluzione definitiva". Per Cotura l'approvazione "rappresenterebbe una violenta discriminazione verso la maggioranza delle persone sorde inscrivendole con forza di legge alla comunità sorda ed alla cultura sorda, contro la propria volontà e contro le proprie scelte di vita". Uno dei punti critici del testo approvato al Senato - ha inoltre affermato - è il riferimento all'art.6 della Costituzione, che parla di tutela delle minoranze linguistiche, il che non apparirebbe corretto, sia perché le persone sorde non sono una minoranza linguistica, sia perché - viene fatto notare - lo stesso testo di legge precisa anche che il provvedimento non deve portare nuove spese per lo Stato, che però, con un simile rimando alla costituzione, difficilmente potranno non essere sostenute per garantire la tutela di questa "minoranza linguistica", per quanto sui generis. Insomma, ha concluso Cotura, "purtroppo il testo all'esame, così come trasmesso dal Senato, non può trovare l'approvazione della Fiadda: la reale partecipazione alla vita collettiva, l'autonomia ed indipendenza da parte delle persone sorde, non può che passare oggi attraverso il più ampio recupero della capacità percettiva uditiva".
Tutt'altra musica, invece, sul versante dell'Ens (che ha appoggiato i tre giorni di sit-in e manifestazioni di piazza organizzati dal comitato "Lis subito!": oggi a Roma una tappa a piazza Santi Apostoli, da domani sit-in davanti a Montecitorio). Secondo l'Ente nazionale sordi il riconoscimento è fondamentale per dare certezza alla Lis, fissando un percorso di formazione standardizzato per interpreti e un riconoscimento professionale che garantisca livelli qualitativi omogenei: in particolare si sottolinea che la Lis è una vera lingua, non un linguaggio primitivo e nemmeno un metodo di riabilitazione, ma un vero e proprio codice completo, con una propria struttura morfosintattica. Riconoscere la Lis aprirebbe vantaggi e garantirebbe diritti nell'ambito della scuola, della comunicazione, della cultura, nella vita quotidiana, in linea con i principi della Convenzione Onu. "Purtroppo non tira una bella aria - dice Ida Collu, presidente nazionale Ens - perché dai lavori della Commissione e dalle audizioni sembra ormai acquisita l'idea di apportare modifiche al testo approvato al Senato, che era stato approvato all'unanimità dopo tre anni di iter legislativo e con significative modifiche rispetto all'impianto originario". Secondo Collu, "modificare il testo alla Camera equivale a metterlo su un binario morto: possiamo dimenticarci il riconoscimento". E contrattacca, criticando apertamente la Fiadda e affermando che "non sarà mai possibile trovare un punto d'incontro tra chi, come noi, rispetta gli altri e il diritto a scelta, e chi, invece, gioca una partita tutta illiberale ed ideologica contro la Lis, cercando di imporre ai sordi le proprie scelte". "Solo votando il testo già approvato dal Senato, peraltro molto equilibrato e rispettoso delle sensibilità e di tutti, segnanti e oralisti, protesizzati ed impiantati, sarà possibile - conclude Collu - raggiungere il traguardo: tutte le altre soluzioni sono soltanto l'ennesima presa in giro". (ska)
(25 maggio 2011)








