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Fish: "Innalzamento soglia all'85% non colpisce i falsi invalidi"

Per la Federazione italiana per il superamento dell'handicap la manovra finanziaria decisa dal governo colpirà principalmente persone con disabilità intellettive di media entità espulse dal mercato del lavoro. "L'Italia per l'invalidità civile spende meno della Polonia, dell'Ungheria e di molti altri"

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ROMA - "L'innalzamento della soglia percentuale dal 74% all'85% per vedersi erogare l'assegno mensile, non colpisce in alcun modo i falsi invalidi, bensì principalmente persone con disabilità intellettive di media entità espulse dal mercato del lavoro per lo stigma dell'improduttività e per lo stesso stigma privati della vita di relazione ordinaria" facendo ricadere il carico assistenziale sulle famiglie. È quanto denuncia la Federazione italiana per il superamento dell'handicap (Fish) in un comunicato stampa, commentando la manovra finanziaria del governo. "Il ministro dell'Economia - si legge nel comunicato - la scorsa settimana ha annunciato che a pagare la manovra sarebbero stati ‘falsi invalidi e veri evasori'. Autorevoli esponenti della maggioranza hanno pervaso i media di invettive contro i falsi invalidi, causa del disastro economico, sui quali sarebbe caduta la scure di una politica nuova che elimina le ingiustizie e fa cassa". Il tutto, spiega la Fish, dimenticando che "l'Italia per l'invalidità civile spende meno della Polonia, dell'Ungheria, della Francia e della Germania e di molti altri. Che meno di noi spende solo la Grecia, l'Estonia, la Bulgaria, l'Irlanda. Che la nostra spesa è inferiore all'Europa dei 15 e anche a quella dei 27".

Per la Fish, però, il clamore sui falsi invalidi nasconde altro. "La Fish e le associazioni aderenti sono perfettamente consapevoli che un annuncio tanto roboante e una campagna così accuratamente costruita non poteva non nascondere ben altro: il taglio delle prestazioni a persone con vera disabilità. E si è iniziato da una ‘categoria' che già di tutele ne ha ben poche". Secondo la Fish, infatti, l'innalzamento della soglia crea non pochi problemi alle persone con disabilità intellettive di media entità. "La loro disabilità è troppo bassa per poter acceder a prestazioni superiori (pensione e indennità di accompagnamento) - spiega la Fish -, ma troppo elevata per poter acceder al mondo del lavoro. Ricordiamo che per queste persone è già previsto, ai fini pensionistici, un doppio requisito molto rigido: essere iscritti alle liste di collocamento e non superare un reddito annuo lordo di 4.408 (quattromilaquattrocentootto) euro. Disoccupati e indigenti". Per loro, continua il documento, "oltre a qualche centro diurno, con funzioni più di sollievo che altro, la collettività ha messo loro a disposizione solo l'assegno mensile di assistenza (256 euro al mese). Poco più che un rimborso spese per il trasporto. Fin troppo facile prendersela con loro. Inutile dire che se per lo Stato il risparmio sarà ridicolo, per i diretti interessati la nuova regola sarà una gravissima perdita".

La Fish, tuttavia, auspica che la discussione parlamentare possa rimettere mano ad una "mancanza di equità così evidente". "I falsi invalidi secondo il Ministro Tremonti - commenta Pietro Barbieri, presidente della Federazione italiana per il superamento dell'handicap - sono le persone ai margini della società che, alla faccia del principio costituzionale della non discriminazione e del pieno sviluppo della personalità, e dei loro diritti fondamentali, vengono private dell'unica misura nazionale che ne incentiva, già in modo esiguo, la permanenza nel proprio contesto familiare, e che restituisce qualche seppur minima opportunità di inclusione sociale". (ga)

(27 maggio 2010)