Le due sedi locali in una nota congiunta denunciano "l'ostinata campagna contro i falsi invalidi". Le associazioni spiegano: "E' falso che una pensione su quattro vada a falsi invalidi. Mentre l'ente previdenziale dichiara di aver revocato il 23% delle pensioni d'invalidità, il ministro Sacconi parla invece del 10,2%"

ROMA - Anmic e Fish di Venezia alzano la voce, per denunciare "l'ostinata, paranoica e ideologica campagna contro i falsi invalidi, nemici dell'umanità": il riferimento è all'Inps, che da alcuni anni ha dato battaglia ai cosiddetti "falsi invalidi": una battaglia che, secondo le due associazioni, "è andata ad infrangersi su duri e tangibili scogli al risveglio di una solenne bevuta di dati che hanno ubriacato l'opinione pubblica". All'Inps che dichiarava di aver revocato nel 2010 il 23% delle pensioni d'invalidità, ha infatti risposto, secondo quanto riferito dalle associazioni, il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Sacconi, secondo il quale "nel 2010 la percentuale di non conformità, su 100.000 controlli è stata del 10,2%, con 9.801 revoche totali".
Secondo le associazioni, "è quindi clamorosamente falso che una pensione su quattro vada a falsi invalidi; il Ministero non si inventa i dati. Le modificazioni del giudizio sanitario delle Commissioni di verifica - spiegano Anmic e Fish in una nota congiunta - consistono in una ridefinizione della percentuale d'invalidità e sono poi oggetto di contestazione in ricorso davanti al giudice. Il 67% dei casi finora, ha dato ragione al ricorrente". "Il Comitato Provinciale dell'Anmic di Venezia conclude la nota - prende conoscenza di tale difformità nell'informazione e auspica che informative raffazzonate, pressapochistiche e disorientanti cessino, a vantaggio di una maggiore sobrietà comunicativa, specialmente quando sono rivolte all'opinione pubblica".
(13 ottobre 2011)







