Approvato ieri in Senato all'unanimità il ddl di ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Approvato anche un ordine del giorno, presentato dal Pd, per un piano di azione entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge. Ora il testo passa all'esame della Camera. I primi commenti: l'entusiasmo dell'Unione italiana ciechi, la speranza dell'associazione Scienza & Vita, la critica dai Radicali

ROMA - Approvato ieri, mercoledì 28 gennaio, all'unanimità in Senato il ddl di ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Con questo voto, si è dato anche il via libera all'istituzione presso il ministero del Welfare di un osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. Presieduto dal ministro del Lavoro e composto da 40 memenbri, l'osservatorio si affianca alla proposta di un piano di azione entro sei mesi dall'approvazione della legge "per l'implementazione dei contenuti della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con riguardo alle politiche per la disabilità adottate dal ministero". La proposta, presentata dal Pd con apposito ordine del giorno, ha avuto il voto favorevole dell'aula.
Testo siglato nel 2006 a New York, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità apre una vera e propria "fase 2" nel mondo dei disabili: non solo diritti enunciati, ma diritti finalmente esigibili. Tanti sono stati in queste ore, infatti, i commenti e le dimostrazioni di gioia per un atto che da concretezza ai diritti delle persone disabili e impegna i governi aduna maggior assunzione di responsabilità.
UNIONE CIECHI - "Un primo passo certamente importante verso l'attuazione di politiche a favore dei disabili e un'assunzione di responsabilità da parte del governo italiano" ha dichiarato Tommaso Daniele, presidente nazionale dell'Uic - Unione italiana ciechi, alla notizia dell'approvazione del testo in Senato. "Nonostante la crisi economica, che tutti noi ora stiamo vivendo, non è più pensabile - ha aggiunto - pensare di penalizzare i più deboli: aspettiamo comunque che si concluda l'iter del ddl, prima di festeggiare". Gioia, dunque, ma anche tanta cautela, perché, ha ricorda Daniele, "se dovesse servire, noi disabili lotteremo uniti perché la Convenzione venga rispettata, ricordandoci sempre che fare una legge e non farla rispettare equivale ad autorizzare la cosa che si vuole proibire".
SCIENZA E VITA - Entusiasta, ma moderata, anche la reazione dell'associazione Scienza & Vita, secondo cui mercoledi in Senato è stato fatto "un grande passo avanti nella tutela di tutti i disabili e anche di Eluana Englaro, la cui condizione è esattamente quella di una persona fragile e grandemente disabile". Un sollecito arriva poi ai deputati della Camera per un'approvazione veloce del ddl, perché la Convenzione, dichiara l'associazione, "ha tanti meriti, fra i quali va certamente inserito quello di affermare che alle persone disabili, in qualunque condizione esse si trovino, non sia possibile rifiutare l'alimentazione e l'idratazione". Ed è proprio il caso di Eluana Englaro ad accendere la passione di questa associazione: "Non sappiamo - ha concluso il comunicato di Scienza & Vita - se l'approvazione della Convenzione Onu possa in qualche modo riaprire la vicenda giudiziaria di Eluana, ma ce lo auguriamo".
CRITICHE ALL'OSSERVATORIO - Frizzante invece è stato il dibattito in aula e fuori dall'aula. Dopo la bocciatura da parte dell'aula di palazzo Madama di tutti gli emendamenti presentati dai Radicali all'art.3 del ddl, emendamenti che chiedevano la riduzione dei componenti e dei costi dell'osservatorio, è passato invece con voto favorevole l'ordine del giorno presentato dal Pd. In questo atto, il Senato tutto si impegna a promuovere, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, un piano di azione per l'implementazione dei contenuti della Convenzione. "Il nostro Partito - ha fatto sapere la senatrice Franca Donaggio del Pd - ha ritenuto un dovere collettivo quello di mantenere fede all'impegno preso dal Governo Prodi. Questa Convenzione cambia radicalmente il modo di affrontare il tema dei diritti e dell'uguaglianza delle opportunità per le persone svantaggiate: non atteggiamenti compassionevoli, ma dignità e tutele". Responsabilità, ma anche critica. "Non ci convince - ha infatti precisato la Donaggio - lo strumento dell'osservatorio previsto dal Governo. Vigileremo perché esso non sia un impedimento; continueremo poi a chiedere risorse per attuare gli impegni presi nella Convenzione stessa, a partire dalla realizzazione del Fondo a sostegno delle persone non autosufficienti e non faremo mancare alle associazioni delle persone disabili il nostro appoggio e la nostra solidarietà"
Critica aperta, senza se e senza ma, quella dei Radicali. Iscritti nelle liste del Pd al Senato, gli esponenti del partito di Pannella hanno colto l'occasione del dibattito in aula per opporsi alla decisione presa dallo Stato Vaticano di non ratificare la Convenzione. "Sulla questione disabilità - ha infatti dichiarato la senatrice Donatella Poretti nel suo intervento a Palazzo Madama - ritengo si sia verificata una situazione curiosa, un atteggiamento grottesco per cui uno Stato teocratico come quello del Vaticano, che vuole occuparsi di corpi da mantenere obbligatoriamente in uno stato di non vita grazie alle macchine, come per la condizione di Eluana Englaro, non vuole che quelle stesse macchine, quella tecnologia, quella scienza, quella ricerca, siano messe al servizio anche delle persone con disabilità". "E' curioso - ha fatto notare la senatrice radicale - che il Vaticano non sottoscriva questa Convenzione sulla disabilità ed è altrettanto curioso che, in occasione della Giornata della memoria, il Vaticano e il Papa, con una coincidenza che ha dell'incredibile, abbiano riabilitato i lefebvriani, tra cui c'è anche chi nega l'Olocausto". Rivedere i rapporti tra Stato e Chiesa e aprire un dibattito sul Concordato è la richiesta finale che la senatrice chiede all'aula tutta. (eb)
(29 gennaio 2009)





