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Gli Stati generali della Fand: "Governo ci ascolti o andiamo in piazza"

Malumori e preoccupazioni all'assemblea generale della Federazione che unisce cinque fra le storiche associazioni delle persone disabili. Quattro le priorità presentate al governo: ratifica della Convenzione Onu, aumento delle pensioni di invalidità, maggiori contributi alle associazioni e equiparazione delle loro attività a quelle dei patronati

folla

ROMA - Malumori e preoccupazioni, qualche fischio, molte proteste, numerosi incitamenti a "fare qualcosa". L'assemblea generale della Federazione che unisce cinque fra le storiche associazioni delle persone disabili va in scena al Teatro Valle di Roma e individua le quattro priorità da presentare al governo: ratifica della Convenzione Onu, aumento delle pensioni di invalidità, maggiori contributi alle associazioni ed equiparazione delle loro attività a quelle dei patronati. Ma di fronte al sottosegretario Martini sono presentate anche dure critiche per i tagli al sostegno scolastico, per "l'inspiegabile latitanza" dell'esecutivo e per il disinteresse dei parlamentari, "più sordi dei sordi e più ciechi dei ciechi". Con una minaccia: "Se non riceveremo risposte adeguate, scenderemo in piazza, da soli, per difendere i nostri diritti".

Ad agitare la base sono soprattutto i tagli al sostegno scolastico, i nuovi accertamenti sugli invalidi e il silenzio assordante del governo sulla richiesta di aumento delle pensioni: i presidenti dell'Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) Giovanni Pagano, dell'Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) Pietro Mercandelli, dell'Ens (Ente nazionali sordi) Ida Collu, dell'Uic (Unione italiana ciechi e ipovedenti) Tommaso Daniele e dell'Unms (Unione nazionale mutilati per servizio istituzionale) Alessandro Bucci raccolgono le critiche dei loro associati al governo e più in generale al mondo della politica, accusato di disinteresse e noncuranza, e si preparano a rendere più dura la battaglia.

"La politica non ci ha mai deluso per il semplice fatto che non ci ha mai illuso - dice il presidente Giuseppe Pagano - ma sappiamo bene che noi disabili e invalidi siamo la prima categoria a non essere udita e la prima a non essere ascoltata". Una situazione "non più tollerabile": di fronte "all'inspiegabile latitanza del governo, dal quale aspettiamo da settimane una risposta alle nostre richieste, è inutile zuccherare la realtà, perché la loro volontà sembra essere quella di sopprimere ogni dialogo sociale". "Se le cose stanno così - dice - scenderemo in piazza, compatti, con una piattaforma unica, per rivendicare i nostri diritti". Dal momento che "da Statuto siamo tutte associazioni apartitiche" -  precisa il presidente Uic Tommaso Daniele - non sarà una protesta organizzata sotto le insegne dei partiti di opposizione, e proprio per questo ancora più significativa. Anche perché - rincara la dose la presidente dell'Ens Ida Collu - nel governo e nel Parlamento tutto ci sono persone "più sorde dei sordi e più cieche dei ciechi". Un'azione che - è l'auspicio - sarà coordinata anche con le associazioni della Fish (Federazione italiana per il superamento dell'handicap), l'altra grande realtà federativa delle persone con disabilità. (Stefano Caredda)

(24 ottobre 2008)

Stati generali della disabilità: le richieste delle associazioni

mano sulla ruota di una sedia a ruoteInserimento lavorativo, ratifica della Convenzione Onu, aumento delle pensioni d'invalidità e partecipazione delle associazioni alle decisioni politiche in materia di disabilità: sono queste le richieste principali presentate alle istituzioni dalle cinque associazioni storiche che fanno parte della Fand. Il presidente Pagano: "Abbiamo chiesto un incontro al presidente Berlusconi, ma non abbiamo ricevuto risposta. Se non saremo soddisfatti, siamo pronti a scendere in piazza"

Stati generali Fand. Martini: "Serve aumento pensioni invalidi, ma decide Tremonti, non io..."

francesca martiniIl sottosegretario al Welfare interviene all'assemblea della Fand e dice la sua sulle richieste rivolte dalla Federazione al governo. Riguardo ai contributi alle associazioni e sugli importi delle pensioni - dice - "le decisioni si prendono al ministero dell'Economia". La replica: "Certo, ma perchè i soldi per Alitalia o per le banche si trovano sempre e i disabili sono sempre in attesa?"