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"Il terzo settore, una risorsa per il paese": l'appello a Monti di Stefano Zamagni

Il presidente dell'Agenzia per il terzo settore: "La politica non l'ha mai ritenuto capace di fare un balzo avanti". Zamagni chiede anche di "valorizzare il ruolo dell'Agenzia per il terzo settore che, nell'interesse delle organizzazioni e dei donatori, dovrebbe avere poteri di ispezione e sanzionamento". Patriarca: "Ottimisti per il ministero alla Cooperazione internazionale a Riccardi"

Mario Monti

ROMA - Considerare il Terzo settore come una risorsa per il Paese, dal momento che "il mondo politico non lo ha mai ritenuto capace di fare un balzo in avanti", e valorizzare il ruolo dell'Agenzia per il terzo settore con poteri di ispezione e sanziona mento. La richiesta al nuovo governo arriva da Stefano Zamagni, presidente dell'Agenzia per il terzo settore, che presentando oggi a Roma le "Linee guida per la raccolta fondi nei casi di emergenza umanitaria" traccia un quadro della situazione del non profit italiano, mettendo in evidenza il particolare momento che esso attraversa.

"Al nuovo governo - dice Zamagni - chiediamo di considerare il Terzo Settore come una risorsa per il Paese, perché il mondo politico non lo ha mai ritenuto capace di fare un balzo in avanti, e di valorizzare il ruolo dell'Agenzia per il terzo settore che, nell'interesse delle organizzazioni e dei donatori, dovrebbe avere poteri di ispezione e sanzionamento". "Il non profit italiano - afferma Zamagni - vive un momento particolare, carico di aspettative e opportunità ma anche di rischi: la deregulation che ha provocato i disastri della crisi finanziaria, se applicata al Terzo settore avrà effetti di perdita di fiducia dei cittadini. Ecco perché sono importanti queste Linee guida: se il mondo for profit, di fronte a una crisi, cambia il management e riparte, per le organizzazioni non profit perdere la reputazione equivale a lunghissimi tempi di recupero nei confronti dei cittadini".

Le Linee guida per la raccolta fondi nei casi di emergenza umanitaria sono uno strumento destinato a organizzazioni, enti, istituzioni che lanciano campagne di raccolta fondi dopo calamità naturali o crisi umanitarie, come si è verificato di recente in occasione delle alluvioni in Italia e dell'emergenza in Corno d'Africa. A breve l'Agenzia istituirà un Elenco di organizzazioni che aderiranno al documento. "Non si tratta di un albo, perché l'Agenzia ad oggi ha solo ruolo di indirizzo e vigilanza - ha precisato Zamagni - ma chiederemo alle organizzazioni di sottoscrivere il documento sulla base di un impegno morale verso donatori e beneficiari". Le Linee Guida, composte di sette articoli e un allegato, descrivono le 'tipologie' di impegni che le organizzazioni non profit italiane sono tenute a considerare quando intervengono per rispondere alle emergenze: impegni generali, verso i beneficiari e verso i donatori. Il principio alla base è la dichiarazione di intenti: occorre comunicare quali progetti e quali beneficiari, operare in trasparenza e rendicontare i risultati.

Dal canto suo, il consigliere dell'Agenzia Edoardo Patriarca ha commentato positivamente la nomina di Andrea Riccardi a ministro per la Cooperazione internazionale, ambito principale di applicazione delle Linee Guida: "In emergenza i principi qui sanciti sono spesso scardinati - afferma Patriarca - perché gli eventi sono imprevedibili e il dato emozionale influisce sui comportamenti dei donatori: per questo le organizzazioni hanno il dovere di innalzare i propri standard qualitativi e operativi e di mantenere un rigore etico indiscutibile durante questo tipo di raccolta fondi".

Delle Linee Guida ha parlato anche Bruno Pasquino, Consigliere d'Ambasciata del Ministero degli Affari Esteri, che ha illustrato il ruolo della Farnesina nei contesti di emergenza, "per assicurare nel lungo periodo la continuità degli aiuti alle popolazioni colpite dalle crisi e non solo sull'onda emotiva in prima emergenza". Giorgio Fiorentini, dell'Università Luigi Bocconi di Milano, ha presentato infine una ricerca su fundraising e telefonia mobile, dimostrando quanto anche in Italia "cellulari e smartphone siano diventate "protesi" a portata di tutti e quindi una grande opportunità per le organizzazioni.

(17 novembre 2011)

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