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Dossier

Piano d'azione per l'infanzia: il governo chiede un nuovo rinvio. Le associazioni protestano

Il documento di programmazione delle politiche per l'infanzia manca dal 2005. Il governo chiede un supplemento di analisi fino a gennaio, le associazioni protestano. Acque agitate nell'Osservatorio

Volto di una bambina

ROMA - I lavori per la sua approvazione durano da oltre due anni, ma non è ancora giunto il momento di dichiarare conclusi i lavori di preparazione. Neppure alla Conferenza nazionale su infanzia e adolescenza, prevista fra due settimane a Napoli (18-20 novembre), si arriverà con una bozza definitiva. Il "Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva" manca nel nostro paese dal 2005: quasi cinque anni di vuoto. Due settimane fa, l'ultimo rinvio: quello deciso dai sottosegretari Giovanardi e Roccella, per un supplemento di analisi che durerà fino alla fine del prossimo mese di gennaio. Una decisione che è stata accolta con umori contrastanti all'interno di quell'Osservatorio che ha per legge il compito di redigere il testo da sottoporre al parere del Parlamento, della Conferenza unificata e del Consiglio dei ministri. E se alcuni - è il caso del Cnca - puntano apertamente il dito contro l'esecutivo, accusando il governo di aver messo totalmente in discussione un lavoro preparatorio durato oltre due anni, esautorando di fatto i membri dall'Osservatorio dalla sua redazione definitiva e escludendo l'organismo anche dall'organizzazione della ormai imminente Conferenza nazionale di Napoli, altre realtà - come l'Unicef - scelgono invece un più basso profilo, facendo affidamento sul fatto che i tempi indicati saranno alla fine rispettati. Anche se non mancano, neppure dalla sezione italiana dell'agenzia dell'Onu, le critiche per la mancata previsione da parte del governo dei livelli essenziali e per la mancata considerazione, nel programma di Napoli, dei temi della partecipazione e dell'interculturalità, che sono invece proprio i due aspetti ai quali "andrebbe data la massima priorità". Sull'altro versante Roberto Marino, il capo dipartimento Politiche della famiglia (che sotto l'egida politica del sottosegretario Giovanardi si occupa degli aspetti del Piano) tenta di rassicurare: "Nessuna preclusione sui contenuti del Piano presentati dall'Osservatorio, ma solo la necessità di verificare la praticabilità delle proposte e la loro coerenza con gli orientamenti governativi, in uno schema che tenga conto della centralità della famiglia e della sussidiarietà". Tutti temi e considerazioni che alimenteranno il dibattito del 18-20 novembre nel capoluogo campano.

Questo intanto il contesto generale: il "Piano di azione" è quel documento che fissa le priorità dei programmi di azione e di intervento riferiti ai minori, indirizzando dunque le politiche attuate nei confronti di bambini e adolescenti ad ogni livello dell'amministrazione centrale e periferica dello Stato. Viene preparato dall'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, organismo del quale fanno parte le amministrazioni centrali (ministeri, dipartimenti), le regioni e gli enti locali (Conferenza Stato-Regioni, Anci, Upi), sindacati (Cgil, Cisl, Uil), ordini professionali (assistenti sociali, avvocati, giornalisti, educatori...), associazioni e organizzazioni non governative che si occupano d'infanzia (Unicef, Cnca, Anfaa, Arci, Azione Cattolica, Agesci, Ai.bi) ed esperti del settore. Il testo predisposto dall'Osservatorio è oggetto, per prassi, di una deliberazione preliminare da parte del Consiglio dei ministri, che lo inoltra alla Commissione bicamerale per l'infanzia e alla Conferenza unificata per i pareri di rito, prima dell'adozione con Decreto del presidente della Repubblica (Dpr) previa nuova deliberazione del Consiglio dei ministri.

L'Osservatorio, nella sua composizione attuale, è stato nominato nel 2007 e ha iniziato a lavorare dunque sotto il precedente governo. Il documento arrivato due settimane fa all'attenzione di Roccella e Giovanardi è il frutto della sintesi attuata dal Comitato tecnico scientifico dell'Osservatorio, che ha racchiuso in quattro aree tematiche le analisi attuate dai sette gruppi di lavoro che erano stati a suo tempo costituiti. Con il rinvio agli uffici tecnici, il nuovo limite temporale per la prima approvazione del testo è stato fissato al 31 gennaio 2010: entro quella data, hanno promesso i due sottosegretari interessati, sarà ascoltato anche l'Osservatorio della famiglia e il testo tornerà all'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza per l'ultimo passaggio. Anche se all'interno di quest'ultimo organismo, dopo i consistenti rilievi mossi da Giovanardi e Roccella, non tutti credono sarà così. (ska)

(8 novembre 2009)