Novembre 2018

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ACCADE CHE...

W GLI AZZURRI

Wheelchair hockey, Italia campione del mondo. Pancalli: «Risultato straordinario»

Grazie al successo in finale sulla Danimarca, l’Italia è campione del mondo di wheelchair hockey. Il sogno, cullato alla vigilia della competizione, è diventato realtà e ora la squadra azzurra può finalmente fregiarsi del titolo di Nazionale più forte del mondo. «Complimenti ragazzi, siete stati strepitosi. Una vittoria di cuore e di grinta. Avete offerto a tutti uno spettacolo unico», ha detto Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico.

L’Italia ha sconfitto 2-1 la Danimarca, salendo sul gradino più alto del podio dopo un campionato – disputato a Lignano Sabbiadoro (Udine) dal 26 al 30 settembre – dominato dall’inizio alla fine: unica battuta d’arresto contro l’Olanda. Si chiude, dunque, nel migliore dei modi questo Mondiale. Un banco di prova importante anche per il nostro Paese, chiamato a ospitare la kermesse sportiva. «Tutto è andato per il meglio. Si tratta di una splendida vittoria anche per l’organizzazione. Faccio i miei complimenti anche al presidente della Federazione italiana wheelchair hockey, Antonio Spinelli, e a tutti coloro che si sono impegnati per ottenere questo straordinario risultato: organizzatori, dirigenti, tecnici e atleti», ha aggiunto Pancalli.

«Ci credevamo a questa vittoria, nel senso che l’obiettivo dichiarato alla vigilia era quello di provare a vincere – ha commentato il giocatore della Nazionale Jon Ignea –. Abbiamo lavorato quattro anni per questo titolo e venivamo dal secondo posto agli ultimi Europei. Sapevamo che la squadra era forte, anche perché a ogni raduno notavamo che c’erano le potenzialità». Grande entusiasmo anche da parte dell’azzurro Marco Ferrazza: «Siamo veramente molto contenti, abbiamo lavorato duro, aspettavamo tanto questa partita, anche perché si trattava della seconda finale in quattro anni. Quest’anno ci sono state tante situazioni al limite, rigori o goal presi all’ultimo, come quello subito al Cinque Nazioni, ma la forza di questa squadra ai Mondiali è stata quella di riuscire a girare la situazione a nostro favore. Oggi – conclude – sappiamo che ce la possiamo giocare con tutti gli altri avversari ad armi pari, senza aver paura di nessuno». [a cura del Cip]

MUSIC ART

Disegni speciali sui bus e per strada per il Bologna Jazz Festival

Otto ragazzi con disabilità cognitive o comportamentali seguiti dalla cooperativa sociale Bologna integrazione onlus, a marchio Anffas (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale), hanno disegnato le immagini del Bologna Jazz Festival in collaborazione con il Festival internazionale di fumetto BilBolbul. Il progetto si chiama “Jazz, segni di libertà” e fino al 25 novembre 20 disegni a china in bianco e nero (sui 60 realizzati) saranno visibili sugli autobus del jazz. Le opere verranno poi esposte anche in due mostre: una al Binario 69, sempre sotto le Due Torri, e una al Torrione di Ferrara. I disegni, inoltre, saranno affissi nelle bacheche del centro storico di Bologna in partnership con Cheap on board, il festival cittadino dedicato alla street poster art. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il disegnatore Andrea Bruno, che ha condotto un seminario insieme agli otto giovani con disabilità psichica. Questi hanno rappresentato i musicisti dell’edizione 2018 del festival e i loro strumenti, filtrati attraverso la fantasia perché di quei musicisti hanno visto solo alcune foto e ascoltato la loro musica. Ma l’integrazione passa anche attraverso l’arte e la cultura.

Il primo libro bianco sull’atrofia muscolare spinale.

S’intitola Sma. Il racconto di una rivoluzione (edito da Biogen Italia) il primo libro bianco sull’atrofia muscolare spinale (Sma). Chiama a raccolta linee guida, centri specializzati, ricerca e associazioni per analizzare il percorso che ha cambiato l’evoluzione della malattia. Un nuovo corso medico-scientifico che ha aperto spiragli di sopravvivenza e di mantenimento delle funzioni motorie impensabili fino a qualche anno fa, portando a una revisione degli standard di cura internazionali. Nel 2019 è previsto l’avvio di un progetto di screening neonatale in Lazio e Toscana, con la collaborazione del Policlinico Gemelli di Roma, dell’Ospedale Meyer di Firenze e dell’associazione Famiglie Sma.

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