Novembre 2018

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L’ESPERTO RISPONDE numero verde 800/810810

Scuola

Sono la mamma di un bambino con disabilità certificata dall’articolo 3 comma 3 della legge 104/92, che frequenta la scuola primaria. Volevo sapere se ci sono dei cambiamenti per quanto riguarda le ore di sostegno assegnate ai bambini con disabilità dopo l’approvazione dei decreti attuativi della legge sulla “Buona scuola”. Ho letto che la richiesta delle ore di sostegno non sarà più effettuata dalla scuola, ma da un nuovo organismo chiamato Gruppo per l’inclusione territoriale. Mi sono confrontata con altre mamme sull’argomento, ma ci sono opinioni contrastanti e per questo chiedo ulteriori dettagli.

Con l’approvazione del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 66, attuativo della legge 107/2015, viene modificato l’articolo 15 della legge 104/92 e viene istituito il Gruppo per l’inclusione territoriale (Git). Il Git, attivo dal primo gennaio 2019, è un Gruppo di lavoro istituito per ogni ambito territoriale che ha un ruolo fondamentale nella definizione delle risorse per il sostegno didattico, come proposte dalle singole scuole. Il Gruppo è composto da un dirigente tecnico o scolastico che lo presiede, tre dirigenti scolastici dell’ambito territoriale, due docenti per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione e uno per il secondo ciclo di istruzione, nominati con decreto dell’Ufficio scolastico regionale (Usr). Il Git riceve dai dirigenti scolastici le proposte di quantificazione delle risorse di sostegno didattico, le verifica e formula la relativa proposta all’Usr. Per lo svolgimento di ulteriori compiti di consultazione e programmazione delle attività, nonché per il coordinamento degli interventi di competenza dei diversi livelli istituzionali sul territorio, il Git può essere integrato dalle associazioni rappresentative delle persone con disabilità nel campo dell’inclusione scolastica, dagli enti locali e dalle Aziende sanitarie locali. Le modalità di funzionamento, la sede, la durata, nonché l’assegnazione di ulteriori funzioni per il supporto all’inclusione scolastica del Git, sono definite dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca.

Ausili

Mi è appena stata rifiutata la fornitura di un ausilio da parte della mia Asl di residenza. Come posso oppormi?

Per richiedere un ausilio esiste una procedura articolata in cinque fasi: prescrizione, preventivo, autorizzazione, consegna, collaudo. In caso di rifiuto si può richiedere una risposta scritta da parte del direttore sanitario, inviando allo stesso e all’ufficio protesica della Asl una raccomandata con avviso di ricevimento in cui si chiedono per iscritto le motivazioni che hanno portato al rifiuto dell’ausilio. Il 23 dicembre 2016 è entrata in vigore la nuova disciplina che regolamenta l’accesso agli atti amministrativi e permette a tutti i cittadini di visionare atti e documenti della Pubblica amministrazione. A seguito della richiesta, l’amministrazione ha l’obbligo di rispondere entro 30 giorni. Altra possibilità è quella di accedere al Cad (Centro per l’assistenza domiciliare), presente all’interno di ogni Asl.

L’accesso avviene tramite la consegna alla propria Asl di residenza del modulo/scheda unica di segnalazione opportunamente compilata dal medico di famiglia, dal medico ospedaliero o da medici operanti in altri servizi della Asl. Le prestazioni erogate tramite Cad sono molteplici e includono anche la prescrizione di ausili. Infine, esiste l’opzione di ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale). Esiste un Tar in ogni regione italiana e il cittadino deve rivolgersi al tribunale di competenza della sua regione di residenza. Occorre farsi assistere da un avvocato di fiducia, reperibile anche tramite un patronato, poiché la procedura deve essere avviata entro e non oltre 60 giorni (compresi i festivi) dalla notifica del provvedimento da parte della Asl. Alla fine del procedimento il Tar emana una sentenza motivata con cui accoglie, se fondato, o respinge, se infondato, il ricorso. Tale provvedimento è definitivo e non può essere impugnato successivamente. La sentenza definitiva viene emanata solitamente 40 giorni dopo l’udienza di merito.

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