Novembre 2018

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Siti web degli enti pubblici: le nuove norme sull’accessibilità

L’approvazione del decreto di attuazione della direttiva Ue 2016/2102 favorisce anche le persone con disabilità. Come? Attraverso prescrizioni normative che hanno il compito di uniformare l’Italia agli altri Paesi europei

Giuseppina Carella

Sul tema dell’accessibilità digitale, sempre d’attualità per quanto riguarda le possibilità di accesso, utilizzo e fruizione da parte delle persone con disabilità, in questi ultimi mesi sono arrivate diverse novità: il decreto legislativo 106/2018 “Riforma dell’attuazione della direttiva (Ue) 2016/2102 relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici” e la traduzione italiana delle Linee guida internazionali per l’accessibilità. Inseriti nel processo di recepimento della direttiva (Ue) 2016/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2016, relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili, forniscono prescrizioni normative e contenuti tecnici utili agli utilizzatori, erogatori e tecnici. Il quadro normativo italiano che ha portato all’adozione della direttiva ha consentito un adeguamento alla disciplina già vigente per accrescere le prescrizioni da condividere in Europa e portare la norma nazionale ai livelli di uniformità auspicati nei Paesi europei.

Il decreto, in vigore dal 26 settembre 2018, introduce modifiche alla legge 4/2004 (cosiddetta legge Stanca), al fine di consentire l’accesso delle persone disabili agli strumenti informatici con misure finalizzate ad assicurare l’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili predisposti dagli enti della Pubblica amministrazione proprio per le persone con disabilità. Della direttiva europea il decreto adotta: la sostituzione del sostantivo “disabili”, con la menzione di soggetto “persona, lavoratore, alunno, ecc. con disabilità”; il ricorso “all’onere sproporzionato” nell’applicazione delle prescrizioni in materia di accessibilità da parte dei soggetti erogatori, inteso come un onere organizzativo o finanziario eccessivo, ovvero tale da pregiudicare la capacità degli stessi di adempiere allo scopo; l’adozione del meccanismo di segnalazione (attraverso feedback) nell’ambito delle procedure di attuazione della dichiarazione di accessibilità, che consente a chiunque di notificare ai soggetti erogatori eventuali difetti dei sistemi informatici; l’applicazione di sistemi di monitoraggio da adottare nell’applicazione.

L’altra novità è rappresentata dalla pubblicazione in italiano delle Linee guida internazionali per l’accessibilità dei contenuti digitali (Web Content Accessibility Guidelines – Wcag – 2.1 del World Wide Web Consortium-W3C). Sono raccomandazioni improntate su un sistema in costante implementazione ed evoluzione, anche in considerazione delle veloci evoluzioni del settore, in particolare indicano le specifiche tecniche per rendere i contenuti web più accessibili alle persone con disabilità. Sono inoltre indirizzate a soddisfare le esigenze di diversi utilizzatori (web designer, sviluppatori, studenti ecc.) attraverso i “livelli di orientamento”, che comprendono «principi globali, linee guida generali, criteri di successo verificabili e una ricca raccolta di tecniche sufficienti e consigliate, oltre che una documentazione sugli errori più comuni con esempi, collegamenti a risorse e codice». Il loro scopo è l’utilizzo di uno standard condiviso a livello internazionale, acquisito anche come indirizzo nelle norme di settore nazionali.

La traduzione italiana delle Linee guida è disponibile online nel sito web di World Wide Web Consortium w3.org alla pagina w3.org/Translations/WCAG21-it.

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