Novembre 2018

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EDITORIALE di Luigi Sorrentini - Direttore Centrale Prestazioni Socio-Sanitarie, Inail

I social media? Da noi raccontano il volto umano dell’Istituto

L’Inail ha scelto di sperimentare nuovi linguaggi narrativi puntando sulla storia delle persone

L’ondata dirompente dei nuovi media e delle reti sociali virtuali ha investito con forza l’intero ecosistema mediatico e con esso la società tutta. Anche la Pubblica amministrazione è coinvolta in un cambiamento così strutturale delle relazioni tra individui e tra istituzioni e individui. Da tempo, dunque, anche il nostro Istituto si è messo al passo con i tempi, organizzando un ampio sistema comunicativo in grado, attraverso l’utilizzo dei vari social network, di dialogare con la platea composta da infortunati sul lavoro, aziende, medici del lavoro e da quanti si occupano di sicurezza sul lavoro, prevenzione e disabilità a 360 gradi.

A metà ottobre il convegno “Social media e storytelling per raccontare Inail”, tenutosi presso l’auditorium di Piazzale Pastore, ha fatto, proprio a partire dall’esperienza dell’Istituto, il punto sull’evoluzione dei linguaggi comunicativi nella Pubblica amministrazione. Facebook, Twitter, Instagram, Youtube sono i nuovi mezzi con cui Inail, a partire dal 2010 e sempre con maggiore convinzione nel corso degli ultimi anni, ha deciso di semplificare il dialogo con i cittadini e di avvicinarsi ai loro bisogni. L’Istituto, tuttavia, è andato anche oltre l’interpretazione dei social media come strumento di servizio finalizzato a rispondere in maniera più tempestiva e meno formale alle richieste degli utenti. Ha scelto, infatti, di sperimentare i nuovi linguaggi della narrazione per raccontare alcuni dei propri servizi. E lo ha fatto puntando sulle storie delle persone che, attraverso i percorsi individuali e di gruppo, danno senso e valore al nostro lavoro. La campagna #bellestorie, nata proprio dalla pagina Facebook dell’Istituto, racconta infatti la storia di alcuni nostri assistiti che, grazie al lavoro dei centri di riabilitazione e delle professionalità Inail presenti sui territori, sono riusciti a restituire un senso alla propria vita dopo le conseguenze drammatiche di un infortunio sul lavoro. #storiediprevenzione è, invece, una campagna che presenta le esperienze più riuscite nell’ambito dei finanziamenti Isi al fine di garantire la sicurezza negli ambienti di lavoro.

Nei suoi 18 anni di vita anche il servizio SuperAbile ha contribuito al racconto del volto più “umano” dell’Inail attraverso l’azione congiunta di call center, portale e rivista, adeguandosi nel tempo all’evoluzione degli strumenti mediatici e scegliendo, ancora una volta, una comunicazione improntata alla centralità della persona, specie nei suoi momenti di maggiore fragilità e vulnerabilità. Perché se il mezzo è importante, il contenuto lo è ancora di più.

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