Novembre 2018

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SOTTO LA LENTE Basta chiedere

All’Università del Salento si parla di sesso

Amore e affettività, contro ogni pregiudizio. Il progetto “AbbattiTabù” mette insieme accademia, servizio sanitario e studenti disabili. Per ribadire un semplice concetto: la sessualità è un diritto e discuterne insieme fa bene. Grazie anche a una pagina Facebook

Sara Mannocci

«Sono uno studente disabile. Mi capita di avere rapporti occasionali, vorrei avere consigli». La sessualità – con tutte le variazioni e le relative problematiche che può implicare – è e rimane una sola. Non c’è differenza sostanziale tra chi è disabile e chi non lo è. Si può comprenderlo chiaramente scorrendo gli interrogativi e le richieste di consigli sul tema raccolti in una recente pubblicazione, rivolti in gran parte da studenti universitari leccesi con disabilità al team del progetto “AbbattiTabù. Amore, sesso e disabilità, oltre i pregiudizi”. Una iniziativa che da circa due anni sta coinvolgendo l’Ufficio integrazione disabili dell’Università del Salento, da un lato, e il Servizio di consulenza sessuologica alle persone con disabilità dell’Asl di Lecce, dall’altro, insieme a studenti universitari disabili nel ruolo di peer educator, cioè educatori alla pari. Un lavoro di ascolto, relazione e accoglienza di tematiche – affettività e sessualità – spesso messe da parte ed escluse dai percorsi educativi, soprattutto da quelli che riguardano le persone con disabilità.

«Nell’ambito dell’Asl di Lecce offriamo un servizio di consulenza sessuologica per le persone con disabilità, con un responsabile neuropsichiatra, uno psicologo e una sociologa – riferisce Massimo Vergari, consulente sessuologo nel team del progetto –. In base a un protocollo d’intesa siglato alcuni anni fa con l’Ufficio integrazione per le persone disabili dell’Università, è nata l’ipotesi di una nostra collaborazione per dare vita al progetto “AbbattiTabù”. Così si è sviluppata anche l’idea di installare presso i locali dell’Università quattro cassette delle lettere, simbolicamente disponibili per chiunque volesse lasciare messaggi in forma anonima».

Allo stesso modo continua a essere disponibile la pagina Facebook “AbbattiTabù”, che raccoglie le domande più varie sui temi di affettività e sessualità, dove vengono pubblicate le risposte, elaborate dal team di consulenza Asl insieme ai peer educator: «Come può partorire una ragazza in sedia a ruote?». Oppure: «Sono uno studente e vorrei aiutare mia sorella che ha qua-

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La copertina del volume Amore, sesso e disabilità non sono più tabù, frutto della collaborazione tra Università del Salento e Asl di Lecce. A fianco Danilo, Serena e Maria Stella, tre dei quattro peer educator del progetto “AbbattiTabù”.

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