Novembre 2018

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CRONACHE ITALIANE Osimo

Nella fabbrica dei biscotti. Come fatti in casa

Dall’intuizione di un giovane marchigiano nasce Frolla: un laboratorio artigianale che recuperale vecchie ricette del territorio e usa solo ingredienti a chilometro zero. Al lavoro anche sei giovani con disabilità e la risposta dei consumatori è sorprendente

Teresa Valiani

Più di 80 chili di frollini prodotti ogni settimana, uno staff di otto persone, compresi sei ragazzi con disabilità che rappresentano il cuore pulsante della cooperativa sociale, la partecipazione alla Settimana della moda di Milano, la presenza a importanti eventi e degustazioni tra università e fiere in giro per l’Italia. E un’estrema versatilità, che ha permesso ai giovani operatori sociali di Osimo (Ancona) di dirottare i loro biscotti dalle tazze della prima colazione alle tavolate eleganti di matrimoni, cerimonie, inaugurazioni sotto forma di segnaposto, bomboniere e confezioni regalo. Tutto questo in pochi mesi di attività, con una valanga di ordini in produzione e prenotazioni arrivate durante l’estate perfino per il periodo natalizio.

Un anno e mezzo fa era poco più che un’idea nella testa di Jacopo Corona. Oggi Frolla è un progetto che sta esplodendo tra le mani del 26enne marchigiano che, dopo aver girato il mondo da volontario e aver visto la crisi bruciare il suo ultimo posto di lavoro, è tornato nella sua terra con un obiettivo: creare insieme all’amico Gianluca Di Lorenzo, operatore sociale di 41 anni, un ciclo produttivo che impieghi giovani con disabilità «per dare loro la speranza di un futuro e una maggiore autonomia». Offrendo, nel contempo, prodotti di qualità, innovativi ma saldamente agganciati alle ricette tradizionali e alle materie prime a filiera cortissima. «Perché proprio i biscotti? Perché li mangiano tutti e noi vogliamo entrare in tutte le case per portare un messaggio: dietro ognuno di questi frollini c’è una storia e questa storia racconta che lavorare con i ragazzi disabili è possibile. Che lavorare insieme è la vera magia», spiega Jacopo.

Per arrivare al piccolo biscottificio bisogna lasciarsi la città alle spalle e inoltrarsi nella campagna marchigiana. L’ingresso è elegante e lo spazio vuoto ospiterà presto un bar con colazioni a tema. Il laboratorio è nel retro, preceduto dalla “stanza dei canditi”,

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