Novembre 2018

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soccorreva alcuni migranti a bordo della nave di una ong». Ma la popolarità degli atleti paralimpici, i loro successi e l’ingresso a pieno titolo, da parte di alcuni, nel mondo dello spettacolo, per lo storico Schianchi non è esente da alcuni pericoli. «La disabilità diventa uno dei tanti modi di stare al mondo, ma rischia di perdere le sue specificità e di smarrire la sua dimensione articolata e non esente da nodi critici. Il timore resta quello di creare un’immagine di superuomini e superdonne, che non hanno bisogno di nulla, se non della propria determinazione. Ma la determinazione è una conquista e qualcuno può anche non riuscire a conquistarla, senza per questo dover essere considerato un essere inferiore. Insomma, si veicola in questo modo un messaggio sociale che prescinde dalle intenzioni degli stessi atleti».

Ma se nessuna delle star paralimpiche ha mai pensato di ridimensionare la necessità di un sistema di pari opportunità sostanziali per le persone disabili, alcune hanno giocosamente flirtato con la favola dei super poteri. Come Giusy Versace che, appena qualche settimana fa, è diventata Wonder Giusy, la protagonista di un volume illustrato per bambini, destinato a diventare anche una storia per il cinema. Amputata a entrambe le gambe in seguito a un incidente stradale la velocista calabrese, oltre alla partecipazione alla Paralimpiadi di Rio 2016, in questi anni è stata conduttrice di varie trasmissioni televisive, vincitrice nel 2014 del talent show Ballando con le stelle e attrice teatrale. Ma quando la scorsa primavera è stata eletta deputata non ha esitato a presentare una proposta di legge per l’introduzione degli ausili e delle protesi sportive tra i dispositivi erogati dal Servizio sanitario nazionale e, con un’interrogazione parlamentare, ha chiesto l’inserimento all’interno del Nomenclatore tariffario nazionale di ausili e protesi idonei allo svolgimento di attività sportive per le persone disabili.

Per Giusy però non è abbastanza, sa di avere un pubblico e vuole fare di più. Il suo personaggio ha un potenziale più alto e lei è determinata a sfruttarlo, candidandosi a testimonial e modello soprattutto per le giovani generazioni. Vuole parlare ai ragazzi, specie a quelli che si trovano a fronteggiare la difficile situazione di una disabilità, incoraggiandoli a mettercela tutta: «La determinazione porta ovunque, te ne accorgerai», è il messaggio di Wonder Giusy, che non ha le gambe, ma non sta mai ferma. Che cammina, corre, balla, recita e vola su nuvole di gioia e di applausi, senza perdere mai il sorriso. Il suo antagonista è Hater, l’odiatore di professione, che non è riuscito ad accettare la perdita di un braccio e che ora cerca di sabotare tutto ciò che sprizza gioia e allegria intorno a lui. Ma Hater (possono capirlo anche i bambini) è anche la voce di tutte le nostre paure più profonde, a cominciare da quella di non essere all’altezza delle sfide che la vita ci pone davanti. E che Wonder Giusy affronta grazie a super poteri che non hanno nulla di soprannaturale. Che sfidano le leggi del buon senso e del sentire comune con una buona dose di inconsapevolezza e di ironia. D’altra parte, come dice Bebe Vio: «Se sembra impossibile, allora si può fare».

La risposta di un uomo che vuole realizzare i suoi sogni malgrado i colpi bassi del destino
Oney Tapia
Più forte del buio
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240 pagine
18 euro

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