Giugno 2018

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SPORT/2 Rotta Italia-Africa

Deaflympics e il sogno degli atleti sordi del Ghana

La Nazionale italiana volley sorde scende in campo per i colleghi africani. E due pallavoliste si mettono in viaggio per aiutare la squadra ghanese a realizzare l’impresa di partecipare alle Olimpiadi silenziose 2021

Maria Gabriella Lanza

Un anno fa le pallavoliste della Nazionale italiana volley sorde stavano per disputare la finale contro il Giappone alle Deaflympics, le Olimpiadi per atleti sordi. Quando partirono le note dell’

Inno di Mameli, tutta la squadra iniziò a segnarlo con la Lingua italiana dei segni. In poche ore il video fece il giro del mondo fino ad arrivare in Ghana, dove la squadra di pallavolo maschile e femminile sordi non aveva potuto partecipare alla competizione olimpica per mancanza di risorse economiche.

«Dopo il nostro video, gli atleti del Ghana ci hanno contattato per chiederci un sostegno – racconta Loredana Bava, direttore tecnico della Nazionale di pallavolo femminile sorda –. Nel loro Paese la sordità non ha un riconoscimento giuridico, non è equiparata alle altre disabilità e gli atleti non hanno i fondi necessari per acquistare il materiale tecnico, l’abbigliamento, i palloni, le reti, per organizzare ritiri collegiali e per pagare le spese di viaggio, vitto e alloggio durante le Olimpiadi».

Le ultime Deaflympics, nel 2017, hanno visto la partecipazione di 92 Paesi, per un totale di 3.181 atleti sordi provenienti da tutto il mondo. Come spiega Ilaria Galbusera, capitano della Nazionale femminile di pallavolo sorde, «parteciparvi con la maglia della propria Nazione è il sogno più grande di ogni sportivo. Per questo abbiamo voluto aiutare con le nostre risorse e conoscenze la squadra femminile e maschile del Ghana».

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