Maggio 2018

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VISTI DA VICINO Spazio al talento

Imparare l’arte... e non metterla da parte

L’atelier Ultrablu nasce dalla passione di un insegnante e della madre di un ragazzo autistico. In un locale 20 ragazzi dai 13 ai 26 anni si ritrovano insieme per dipingere quadri, creare magliette, scrivere libri e molto altro

Maria Gabriella Lanza

Un grande tavolo al centro della stanza, tavolozze sparse ovunque e dipinti appesi alle pareti. L’atelier, nonché casa editrice, Ultrablu è tutto qui: poco più di 40 metri quadrati in uno stabile nel quartiere Prati di Roma. Ogni giorno 20 ragazzi, una decina con disturbi pervasivi dello sviluppo, si ritrovano in questa piccola stanza piena di colori e di luce per creare disegni, quadri, stampe, magliette, animazioni digitali e libri. Non ci sono orari di apertura, scadenze o responsabili. Per tutti vale solo una regola: non sprecare il proprio talento.

Virgilio Mollicone, professore di un liceo artistico di Roma, di talenti mai sbocciati ne ha visti tanti: giovani alunni con disabilità neuropsichiche, con storie e percorsi diversi alle spalle, che finivano per gettare via il loro potenziale. «Qualche anno fa Simone Cassese, un ragazzo con autismo, è arrivato nella mia classe – racconta –. Mi sono subito accorto che era destinato a diventare un grande artista. Ne ho parlato con la mamma, Monica Nicoletti, che da allora ha iniziato a vedere suo figlio non solo come una persona da accudire, ma come qualcuno che poteva donare qualcosa agli altri con la sua

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