Agosto 2017

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EDITORIA

Cronaca di un Erasmus (anzi tre)

Abbracciare la vita, totalmente. Di arrendersi non se ne può parlare, mai. È questo amore incondizionato per le esperienze a cui ciascuno di noi può andare incontro nella vita ? qualunque sia la propria condizione ? che vuole trasmettere ¡Que fuerte! Diversamente Erasmus , primo romanzo di Giorgio Graziotti. Molto più di un racconto, in realtà, perché il libro raccoglie la vita vissuta dal suo autore riducendo al minimo gli accorgimenti di fantasia, per pure esigenze di fluidità della narrazione.

La storia, in parte ci è già nota. Infatti Graziotti, 27 anni, nato con tetraparesi spastica, ha già trovato spazio sulle pagine di questa rivista, dopo la prima sorprendente esperienza di Progetto Erasmus, nel 2012, all’Università di Siviglia. Da Viterbo, verso la sfida dell’autonomia e della consapevolezza ancora più completa di sé.

Non a caso l’esperienza Erasmus ? vissuta con grande determinazione, non senza iniziali titubanze e perplessità ? si ripete a Madrid nel 2014, presso il Centro spagnolo di documentazione sulla disabilità, e nel 2015, nuovamente a Madrid, dove Giorgio collabora a tutti gli effetti come giornalista presso l’agenzia di stampa Servimedia , integrandosi perfettamente nell’ambiente di lavoro. «Questo libro è il frutto dei diari che ho scritto durante le tre esperienze all’estero ? spiega ?. Nel romanzo, pensato volutamente per tutti, la disabilità appare come scusa per raccontare la storia riversata nel libro con la mente e il cuore, che accoglie i ricordi più forti in base ai miei sentimenti e alle emozioni più significative. Quello che io rappresento nella storia è un personaggio, non un personaggio disabile; volevo stare quanto più possibile lontano da un romanzo incentrato sulla disabilità».

In questa logica è nato ¡Que Fuerte! , letteralmente Che figo! , come libro autobiografico ? scritto insieme a Fortunato Licandro, amico di Giorgio e copywriter, prezioso «compagno di viaggio», come a lui piace definirlo ? che racconta semplicemente la vita realmente vissuta durante gli Erasmus, senza nascondere le difficoltà. «Ho voluto far capire che chiunque, con una grande volontà e la possibilità di farlo, non dovrebbe sottrarsi a un’esperienza come la mia, cercando di trovare le persone giuste accanto a sé», precisa Graziotti, che si è laureato nel 2014 in Filologia moderna presso l’Università degli studi della Tuscia.

«Nel progetto di questo libro ha creduto molto fin dall’inizio il professor Saverio Senni, delegato del Rettore per la disabilità, che mi ha sempre sostenuto ? aggiunge Giorgio ?, e nel suo insieme la Commissione disabilità presente nell’ateneo della Tuscia». [S.M.]

In libreria dal 6 luglio, ¡Que Fuerte! Diversamente Erasmus è pubblicato dalla casa editrice romana Avagliano con il contributo dell’Università degli studi della Tuscia. In 232 pagine, con l’impostazione di un diario, ripercorre le esperienze vissute negli anni 2012, 2014 e 2015. Si chiude in memoria delle 13 studentesse che il 20 marzo 2016 persero la vita durante il loro percorso Erasmus.
Nella foto: Giorgio Graziotti (a sinistra) e l’amico Fortunato Licandro.

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