Agosto 2017

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SPORT/2 Nuove sfide

Ganthaler, l’altoatesino che amava volare

Ha sostenuto l’esame pochi mesi fa, dopo un tenace apprendistato. Complici, nella realizzazione del suo sogno, un istruttore che ha accettato la sfida e un meccanico che ha costruito per lui una carrozzina speciale

Chiara Ludovisi

Marius Ganthaler ama lo sport. Lo ama, nonostante il brutto scherzo che proprio lo sport gli ha tirato: è stato un incidente sugli sci, 14 anni fa, a causargli la lesione cervicale che da allora gli impedisce di camminare sulle proprie gambe. Sarà anche per questo che Marius ha scelto di volare: per prendersi gioco di un destino che lo vuol vedere seduto sempre su una sedia a ruote. Così oggi il 45enne di Merano è il primo pilota italiano disabile di parapendio. Pilota vero, con tanto di abilitazione, che ha conseguito proprio pochi mesi fa superando l’esame presso la scuola Volo libero Alto Garda: la stessa in cui aveva appreso le tecniche di questa disciplina sportiva. Una sfida vinta per lui e per il suo istruttore, Fabio Razore, che ha accettato di accompagnarlo in questa impresa letteralmente estrema. Perché le sfide, a Ganthaler, sono sempre piaciute: tanto che dopo l’incidente ha ripreso a sciare, seppur con uno speciale monosci. E va forte anche sulla sua handbike, perché anche con la forza delle braccia e delle mani si può andare veloci.

Librarsi in aria, però, è un’altra storia. «La passione è nata in occasione di alcuni voli in tandem, che ho potu-

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