Agosto 2017

Visualizza la pagina 24 di SuperAbile Inail di Agosto 2017 in formato .pdf

Usa i tasti direzionali avanti e indietro della tastiera per sfogliare la rivista

Scarica la pagina in formato .pdf

Scarica l'intera rivista in formato .pdf

Scarica Adobe Reader per visualizzare le pagine in formato .pdf

  - CONTINUA DA PAGINA 24

muscolare spinale) e le distrofie muscolari (ha sedi a Milano, Arenzano, Messina e Roma). Con l’app MyVoice i malati di Sla possono registrare tutte le frasi che ritengono più significative, prima di perdere la capacità di parlare. Le frasi saranno poi caricate nel software del comunicatore artificiale. Da queste macchine di solito esce una voce metallica, fredda e impersonale. Nel caso di Alberto, invece, le frasi più importanti, quelle appunto che lui ha pre-registrato, usciranno con il suo tono buono e pacato, con l’immancabile inflessione bergamasca.

Alberto ha anche accettato di essere il protagonista del video promozionale con cui Nemo presenta MyVoice. In questi mesi, inoltre, sta completando il percorso della Banca della voce: in pratica, con una strumentazione e un software forniti dal Centro Nemo, sta registrando circa mille frasi già predisposte dagli esperti, così da creare un vocabolario che ha la sua voce. Nel comunicatore verranno caricati sia le frasi dell’app sia il vocabolario. Quando potrà esprimersi solo attraverso una macchina, qualsiasi frase che Alberto comporrà avrà la sua voce. «Cerco di non pensare a quello che mi succederà in futuro, affronto la malattia giorno per giorno ? aggiunge?. L’idea di perdere la voce è terribile, non solo per me ma anche per chi mi circonda». E giorno per giorno cerca anche di continuare a occuparsi, insieme alla moglie, della sua piccola impresa edile. «Qualche volta vado anch’io a controllare i cantieri». Per ora non si è arreso.

«L’app MyVoice serve a registrare soprattutto le frasi con contenuto emozionale ? spiega Giordana Donvito, terapista occupazionale del Centro clinico Nemo ?. Ogni persona ha i suoi modi di dire, chiamiamo le persone che amiamo con vezzeggiativi o ci rivolgiamo a loro con toni che nessuna macchina può riprodurre. La Banca della voce, invece, permette di evitare che la comunicazione, anche quella più banale di ogni giorno, sia espressa con un suono metallico che toglie personalità al paziente. L’ideale è quindi riuscire a inserire nel comunicatore sia le frasi registrate con l’app sia il vocabolario personalizzato».

L’app può essere scaricata su tutti gli smartphone: per gli utenti con software iOS costa 2,29 euro, per gli utenti Android Microsoft 2,49 euro: il ricavato sarà interamente devoluto al Centro clinico Nemo per il sostegno e la cura della malattie neuromuscolari. È stato realizzato anche il sito myvoicetheapp.com, sul quale è possibile trovare tutte le informazioni.

Mentre intervisto Alberto mi rendo conto che ho sempre dato per scontato di avere una voce. Anzi, io sono la voce che mi esce ogni volta che parlo. Attori, cantanti o speaker la tengono in grande considerazione, la curano, si esercitano, conoscono la sua potenza. Ma noi comuni mortali quanto ne siamo consapevoli? E non ci poniamo mai la domanda su quali siano le cose che vorremmo venissero dette per sempre con la nostra voce. Frasi d’amore, di gioia, di incoraggiamento, ma anche di rabbia o di disperazione. Ciascu-

  - CONTINUA A PAGINA 26

25