Agosto 2017

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mio corpo e le sue potenzialità con questa nuova condizione. Da lì è scattata una molla: l’indipendenza che volevo e che in parte mi ero riconquistata mancava della componente "cuore". Con lo sport e grazie all’esempio di altre persone nella mia situazione ho ripreso a fare tutto come prima: viaggiare da sola, andare a fare le gare, riprendere completamente in mano la mia vita.

Quando è nata l’idea di fondare una compagnia di danza tutta sua?
La compagnia è principalmente il compiersi di una bellissima amicizia, quella con Silvia (Bertoluzza, ndr ). Tornata alla compagnia di danza fiorentina, ci siamo incontrate e abbiamo iniziato ad allenarci insieme. Lei non aveva timore del mio corpo, il nostro lavorare insieme è sempre stato naturale. Da un suo sogno è nato Grim, un carrello in ferro, che Silvia ha fatto costruire per me e che mi permette di danzare in piedi insieme a lei. Questa grande amicizia ci ha portato ad aprire la nostra compagnia InOltre, oggi composta da quattro danzatori e cinque musicisti, e a vivere tanti palcoscenici, tra cui anche quello di Italia’s got talent .

Cosa le è piaciuto di più di questa esperienza?
Per me è stata una vittoria stare sul palco senza sedia a ruote. Non che voglia negare chi sono o disprezzarla ? fa parte della mia vita e senza non potrei essere indipendente ?, però in scena sono un’artista. E voglio essere giudicata per la mia performance, non per la sensazione che può suscitare una paraplegica che danza. La risonanza della nostra presenza al programma è stata commovente. Mi piace impegnarmi per gli altri, tra le altre cose partecipo ai campi per giovani dell’Asbi (Associazione spina bifida Italia) e vedo che parlare da una sedia a ruote aiuta chi si trova nella mia stessa condizione ad aprirsi e a dare fiducia. Lo sport come chiave per riconquistare se stessi è fondamentale e penso sia molto importante testimoniarlo.

Cos’è la bellezza per lei?
Prima davo molta importanza alla bellezza estetica, ora ho capito che il corpo è solo un involucro. La bellezza è l’energia che sprigiona una persona. Ci sono dei momenti in cui mi pervade un’energia particolare, che mi dà la consapevolezza quasi fisica di questo tipo di bellezza. Prima nello sport davo importanza al gesto tecnico, ero fissata con i virtuosismi, con il tirare il fisico al massimo. Ora so che la bellezza passa anche da un gesto semplice, che però è pieno di intensità.

E come definirebbe il limite?
Il limite è qualcosa che c’è, esiste. Ma nel mio modo di vivere cerco di non visualizzare tanto quello che non posso ma quello che posso; deve avere l’importanza che ha, non di più. Il limite non può frenare e il carattere positivo che ho sempre avuto mi ha aiutato a focalizzare l’attenzione sulle potenzialità di ogni situazione. Il bagaglio per vivere oggi è composto anche dalla pazienza, con gli altri e con me stessa, e dall’umiltà di saper chiedere e appoggiarmi quando ho necessità di aiuto.

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