Agosto 2017

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nali). A ciascuno il proprio progetto individuale e il proprio piano residenziale: «Quello per persone disabili di età avanzata con necessità assistenziali importanti e che magari non hanno più nessuno, quello per i più giovani con buoni margini di autonomia nelle operazioni della vita quotidiana, quello con i nuclei abitativi indipendenti (monolocali, bilocali o trilocali) dotati di cucina e bagno per persone con problematiche principalmente psichiche o psicosociali. Colazione e cena sono i momenti comunitari, ma con i pasti che vengono preparati all’esterno», spiega la responsabile del "Con-dominio" Ida Cavallaro. Il motto è "essere padroni del proprio abitare pur vivendo insieme", sotto la supervisione degli operatori. «Ecco allora che c’è chi frequenta il centro diurno, chi ha intrapreso percorsi di inserimento lavorativo, chi fa la vita da pensionato. Durante il weekend i ritmi sono più rallentati e c’è spazio per la passeggiata, il bar, il mercato, le attività del tempo libero».

Andrea, invece, è un ospite particolare. Il nome è di fantasia, perché è minorenne, ma la vicenda è reale. «Ha 16 anni, frequenta l’istituto tecnico della zona, è stato rappresentante di classe e degli studenti e vive nel nostro condominio da quando faceva la terza media. La sua è una disabilità soltanto fisica, anche se molto importante: sta su una carrozzina elettrica e muove solo la testa. Ma ciò nonostante ha una fitta rete sociale e tanti amici che lo vengono a trovare nella sua cameretta», ci tiene a sottolineare Ida Cavallaro. Questa parentesi per dire che l’autonomia abitativa non è sempre una scelta propria, e che spesso sono i

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Nella pagina precedente Elena, malata di sclerosi multipla, nel suo monolocale sotto le Due Torri. L’appartamento fa parte del "Condominio partecipato" gestito da Acer, Comune, Ausl e Aias di Bologna. Qui in basso, Marco (in carrozzina) e il suo assistente personale Gigi, vicini di casa di Elena; in alto Massimo, Franco e Cristina nel salotto di "Casa Cenni", una realtà di housing sociale voluta dall’associazione Genitori Fondazione Don Gnocchi di Milano.

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