Agosto 2017

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Michela Trigari

«Finalmente esco da casa». Un argomento talmente sentito che hanno perfino girato una mini-serie web sulla vita indipendente delle persone disabili: quella dei ragazzi Down. Infatti, basta un po’ di allenamento per imparare le regole dello stare al mondo. Così il calcio e l’arbitro di serie A Nicola Rizzoli hanno fatto da filo conduttore a La squadra di Nicola , quattro episodi online frutto dei percorsi di autonomia abitativa di alcuni giovani della Fondazione Dopo di noi Bologna. Perché prima o poi bisognerà pure lasciare i propri genitori (e viceversa, purtroppo). Ma se si condivide un appartamento con qualcun altro, magari è tutto più semplice. In qualunque modo si vogliano chiamare queste esperienze di quotidianità senza mamma e papà, il risultato non cambia: bisogna imparare a prendersi cura di sé, a fare la spesa e la lavatrice, a cucinare, pulire e riordinare casa, meglio con l’aiuto di un educatore se si ha una disabilità intellettiva o di un assistente personale se si ha una disabilità fisica grave.

Dal cohousing ai gruppi appartamento fino ai condomini solidali, sono tante le storie e i progetti di distacco familiare in Italia. L’ultimo, in ordine di tempo, parte proprio in questi giorni a Sinalunga (in provincia di Siena) grazie a "I luoghi dell’habitare", un’iniziativa da otto posti letto realizzata da Asp "Istituto Maria Redditi", cooperativa sociale Koinè e Istituto

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In queste pagine, e nelle due seguenti, i ragazzi della cooperativa sociale Vite vere Down Dadi di Padova sperimentano l’autonomia abitativa attraverso due progetti di residenzialità che si svolgono in due case della città

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