Maggio 2017

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dievale, o tra i resti di città romane, niente da fare. "Non è attrezzato", "non è accessibile": io che, insegnando storia parlo ogni giorno ai miei ragazzi di monumenti, dei resti di un foro romano o di un teatro, mi sono dovuta sempre accontentare di guardare da lontano. In questi anni mi sono accorta che molte persone non riescono a capire in profondità le difficoltà che noi disabili incontriamo. Quando si parlava di andare in gita e io li annoiavo chiedendo: "Ma quanto dista questo luogo? Ci sono scale? Il pullman com’è? Ha una pedana che si abbassa per agevolare la salita? Ci sono corrimano dove appoggiarsi? Il bagno è accessibile?", ricevevo spesso risposte frettolose e seccate, su questioni per me fondamentali. Ormai non vado più da nessuna parte con loro e questo mi addolora».

«Per di più, con i tagli che sono stati fatti alla scuola, devo insegnare su due classi: se questo è fisicamente stancante per chiunque, immaginate per me! A volte torno a casa e sento il bisogno di sdraiarmi e basta, ma non posso, perché anche la famiglia ha bisogno delle mie attenzioni, soprattutto mio marito e la mia piccola figlia, che da circa tre anni ha riempito e completato la nostra vita».

A parte le difficoltà e la fatica, Rahma è convinta che l’insegnamento, per chi ha una disabilità, sia un lavoro possibile e desiderabile. «Io credo che qualunque lavoro sia adatto a un disabile, basta dargli le possibilità e l’accessibilità: certo, con la nuova riforma della scuola, possono mandarti ovunque. E allora diventa ancora più infernale per un docente con disabilità».

La precarietà di Romina. Vive a Cattolica (Rimini) Romina Santini, 38 anni e una grave malattia rara, la Sma2. «Sono insegnante di inglese e portoghese ? racconta ?. Ma poiché il portoghese non esiste fra le materie di insegnamento nella scuola di secondo grado, non mi

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Insegnanti disabili: cosa prevede la legge

«Non abbiamo cifre sugli insegnanti con disabilità: si tratta di dati sensibili, che non possiamo raccogliere per questioni di privacy»: così il ministero dell’Istruzione risponde alla nostra richiesta su quanti siano, nelle scuole italiane, i docenti con disabilità. Ci fornisce però, le informazioni che riguardano le tutele e i benefici previsti per chi si avvicina all’insegnamento con una disabilità. «Questi hanno la precedenza nei trasferimenti: i non vedenti precedenza assoluta, tutti quelli con la legge 104 dopo i perdenti posto ? spiegano dal Miur ?. Inoltre, nella recente procedura di individuazione per competenze, sono collocati sulla scuola del Comune che hanno indicato per la loro assistenza o residenza d’ufficio. Lo stesso vale per le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni. Abbiamo poi le riserve di legge nelle assunzioni. Infine, tutti i disabili godono dei benefici della legge 104/92 in termini di permessi, aspettativa, malattie e cure continuative». [C.L.]

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