Marzo 2017

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L’INCHIESTA Otto marzo

Donne vittime di violenza

Una donna disabile su dieci ha subito uno stupro o un tentato stupro nella vita. Le più a rischio sono quelle con deficit intellettivi, facili prede di abusi consumati tra le pareti domestiche, nei parchi pubblici, nelle strutture che dovrebbero offrire assistenza e cure mediche. A volte sono loro stesse a non comprendere quello che sta avvenendo, altre volte le loro denunce non trovano ascolto. Abbiamo raccolto le storie delle vittime e di chi prova ad aiutarle

Antonella Patete

Sonia sembrava aver trovato tutto quello che cercava nella vita. Sua madre era morta per via del parto e lei aveva subito una sofferenza fetale, che le aveva provocato una grave disabilità. Eppure ce l’aveva messa tutta e all’età di 18 anni, grazie a un progetto di formazione lavoro, era riuscita a trovare un’occupazione in un supermercato come scaffalatrice, iniziando a mantenere se stessa e suo padre. Era proprio quest’ultimo che veniva a prenderla all’uscita dal lavoro, ma un giorno la stessa Sonia gli aveva chiesto di non venire più. Si era innamorata di Francesco e la cosa più importante era che lui la ricambiava: nessuno le aveva mai dedicato attenzioni fino a quel momento, sentirsi amata era meraviglioso. Per questo si fidò di quell’uomo e lui venne presto a vivere nella casa del padre.

Dopo un mese di convivenza la ragazza era già incinta e a questo punto sembrava davvero vicina a coronare tutti i suoi sogni: non solo aveva accanto un compagno che l’amava, ma sarebbe diventata madre, in barba ai foschi pronostici delle sue compagne di scuole che avevano sempre insistito sulla sua impossibilità di mettere al mondo un figlio, perché sarebbe nato disabile proprio come lei. Il sogno, però, comincia a offuscarsi già durante la gravidanza. Francesco non è più quello di prima: ha atteggiamenti violenti, la umilia, le sottrae perfino i soldi che guadagna. Il figlio nasce, lei tira avanti come può, fino a quando si rivolge al centro antiviolenza gestito dall’associazione romana Differenza donna dove, oltre al sostegno legale, trova ascolto e aiuto nell’elaborazione del trauma nato dalla violenza subita.

Oggi Sonia è andata a vivere in un’altra città, dove ha ricominciato da zero con il proprio bambino. Ma la sua è solo una delle tante storie di violenza che colpiscono le donne, e in particolare quelle con disabilità, nel nostro Paese. Gli ultimi dati Istat disponibili (2014) dicono che quasi una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita, ma la percentuale sale al 70% in presenza di qualche tipo di disabilità. E le cose non vanno meglio quando si tratta di stupro o tentato stupro, un’esperienza che ha provato il 10% delle donne disabili italiane, contro il 4,7% di quelle senza problemi.

«Gli uomini violenti approfittano della condizione di disabilità per esercitare il proprio potere e aumentare il senso di forza», conferma Rosalba Taddeini, psicologa e referente dello sportello sulle discriminazioni multiple di Differenza donna, di fatto oggi tra le massime esperte sul fenomeno della violenza contro le donne disabili in Italia. «Dalla nostra esperienza ? precisa ? sappiamo che quando una

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