Marzo 2017

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assente dal suo vocabolario. Lo sorregge un’altra fedeltà, quella di sua figlia Martina, un carabiniere senza divisa che ha giurato di assisterlo rinunciando a un lavoro ottenuto dopo anni di precariato». [L.B.]

LIBRI

In manicomio per 42 anni

Alberto Paolini
Avevo solo le mie tasche. Manoscritti dal manicomio
Sensibili alle foglie 2016
144 pagine, 15 euro

«Il manicomio è simile a un grosso ragno nero che la sua tela stende per il paese intero. Chi in essa un giorno inciampa difficilmente scampa». Parole semplici che descrivono l’atrocità vissuta da Alberto Paolini e raccontata nell’autobiografia Avevo solo le mie tasche. Manoscritto dal manicomio , edito da Sensibili alle foglie. L’autore, oggi 84enne, ripercorre la sua vita da quando orfano, poco più che bambino, venne rinchiuso prima in collegio e poi al manicomio Santa Maria della Pietà di Roma, dove trascorse 42 anni tra abusi, violenze, elettroshock. Non c’era una diagnosi che giustificasse l’internamento, ma così fu: era solo un bambino schivo e taciturno, poco incline a socializzare.

La sua storia, riferita con lucidità e disarmante crudezza, per il lettore diventa spiazzante quando deve constatare che, per quanto crudele, quello era tutto il suo mondo e gli altri pazienti, con i quali parlava di tutto, sono stati l’unica famiglia che abbia mai avuto; uscirne non è stato facile per Paolini, che dal 1990 vive in una casa famiglia. Il libro racchiude anche frammenti di poesie e storie scritte in quegli anni su minuscoli foglietti, gelosamente custoditi nelle sue tasche. [Roberta Pumpo]

LIBRI

Essere malata senza diagnosi

Silvia Bertozzi
Il buio nel cuore
Fernandel 2016
204 pagine, 14 euro

Romanzo d’esordio di Silvia Bertozzi, Il buio nel cuore (Fernandel) è un thriller psicologico che ha come protagonista Gaia, diciassettenne che da anni entra ed esce dagli ospedali senza che decine di specialisti riescano a formulare una diagnosi delle sue patologie. Sempre accanto a lei, la madre, superstiziosa e dipendente da rituali scaramantici che nascondono una terribile verità.

La fragilità fisica di Gaia, magrissima e afflitta da un perenne mal di stomaco, la fa sentire inadeguata, come spiega l’autrice: «Lei invece non sarebbe mai sbocciata. Era la malattia a impedirglielo. Quella strana malattia che i medici non riuscivano a decifrare e che tesseva trame spinose dentro il suo corpo». La protagonista si sente colpevole di quel morbo senza nome (di natura dolosa, si scoprirà) che l’affligge, convinta «che la sua sorte, invece, se l’era davvero meritata. Sì, forse nel suo caso era giusto così: stare sempre male, soffrire come una pianticella marcia, in balia di eventi più grandi e più forti di lei; dolori e malattie che sapevano come ghermirla, confonderla, farla sentire piccola, sciocca e inutile». [L.B.]

La disabilità raccontata "a cuore aperto"

Riccardo Cesano, blogger leccese 29enne, una laurea in Scienze della comunicazione all’Università del Salento, convive dalla nascita con la tetraparesi spastica, che non gli ha impedito di attraversare consapevolmente problemi e difficoltà, fino a sentire il bisogno di raccogliere le proprie idee nel volume A cuore aperto. Quello che non approvo in materia di disabilità . Lo definisce un saggio-racconto, pubblicato in autoproduzione, in cui scrive senza remore: «Bisogna riuscire a vincere la timidezza e la paura di essere se stessi, venendo fuori da quell’atteggiamento di pigrizia e rinuncia che potrebbero diventare caratteristica di molte persone disabili». Non a caso nel libro riporta gli esempi di chi ? come Fulvio Frisone, Paolo Anibaldi, Mario Melazzini, Alessandro Zanardi ? ha saputo andare oltre i limiti della propria condizione esprimendo a pieno potenzialità e abilità, conservando libertà e dignità. [Sara Mannocci]

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