Marzo 2017

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LIBRI

Amore batte pregiudizi

Teresa Antonacci
La dodicesima stanza
Les Flaneurs 2016
144 pagine, 12 euro

Ci sono dei romanzi che raccontano anzitutto una storia d’amore. Di quelle contrastate, difficili, ma che alla fine trionfano su pregiudizi feroci e malelingue diffuse. È proprio quello che succede ad Alina, protagonista di La dodicesima stanza , pubblicato da L es Flaneurs e scritto da Teresa Antonacci. L’autrice, che con lo stesso editore ha siglato il sesto romanzo, Enrico fatto di vento , ha la sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento più frequente tra gli uomini che tra le donne; nei suoi libri cerca di svelare il suo mondo interiore ma anche di far conoscere meglio le sfaccettature di un’Aspie, delineandone sensibilità e modalità di relazionarsi. Contrariamente ai maschi con la sindrome, infatti, le femmine cercano di mascherare le loro problematiche nei rapporti con gli altri, adattandosi in parte alle aspettative sociali nei loro confronti. Proprio quello che cerca di fare Alina: eccellente nei risultati scolastici (tanto da arrivare al primo anno di università a soli 15 anni, dopo aver subito atti di bullismo da parte dei compagni di classe), prova a compiacere la madre, preside e professoressa, mentre il padre (che ha la sindrome di Asperger ma non lo sa) non riesce a stabilire un contatto emotivo con lei e deciderà di abbandonare la famiglia per rifarsi una vita altrove.

In questa situazione non facile, nell’adolescenza ancora acerba di Alina irrompe l’imprevisto: l’incontro con Nicola a una festa di compleanno. Non è un coetaneo, ma s’innamorano all’istante e si capiscono anche senza bisogno di parlare. Lui intuisce i problemi di anoressia di lei, lei ammira la cultura enciclopedica di lui. Inizia così una storia clandestina, l’uno senza conoscere l’età dell’altra. Finché la gravidanza inaspettata infrange questo equilibrio precario, o meglio questa bolla sognante in cui entrambi si cullano. Il confronto con la realtà diventa serrato e i nodi vengono al pettine: Alina scopre che Nicola ha 50 anni, è sposato e ha due figli più grandi di lei. Lui viene a sapere che Alina ha soltanto 15 anni, mentre la credeva ventenne, ed è la figlia di una sua ex compagna di liceo. Insomma, tutto fa presupporre che la favola sia finita e che la protagonista venga lasciata sola al suo destino.

Qui avviene la svolta narrativa: lui prende in mano la situazione e lentamente si riavvicina a lei, rispettando i tempi della madre e chiudendo i conti con la moglie. Alina si trova ad affrontare una tempesta emotiva fortissima e cambiamenti radicali nella sua quotidianità che destabilizzerebbero chiunque, a maggior ragione una persona con sindrome di Asperger che deve avere punti fermi, puntelli a cui aggrapparsi, coordinate precise nello scorrere dei giorni. Invece la granitica protagonista resiste: mette al mondo Matteo, Aspie come la madre (la sindrome è ereditaria), e verrà a sapere alla morte di suo padre di avere una sorellastra, Sara, con un’altra forma di autismo. Alina lotta per riunire la sua famiglia, affrontando non solo le conseguenze della sua diagnosi, ma anche quelle di Matteo e Sara.

Il suo punto di riferimento resta sempre Nicola, che la capisce nel profondo e soprattutto la ama nella sua unicità. Un sentimento autentico, di quelli che sembrano esistere solo nei romanzi. L’autrice, alter ego della protagonista, vuole smentirlo e dimostrare con la sua esperienza che un’Aspie può innamorarsi, diventare madre, gestire una famiglia, lavorare. Avere quindi una vita piena, pur con le sue particolarità caratteriali e comportamentali. [Laura Badaracchi]

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