Marzo 2017

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TEMPO LIBERO Cultura no limits

E ora anche Pompei apre le porte (a tutti)

Inaugurato il più grande itinerario facilitato in un’area di scavi italiana: oltre tre chilometri di percorso lungo la città antica, le domus e gli edifici più significativi. Ma la scorsa estate l’accessibilità aveva toccato anche il Parco archeologico di Paestum

Una strada lastricata come quella di Dorothy nel mondo del Mago di Oz. Con una pavimentazione a base di calce che si intona perfettamente con l’ambiente circostante. Ma invece di arrivare nella Città di Smeraldo, ci si aggira per la Casa del Fauno, le Terme Stabiane, i Santuari di Apollo e di Venere, il Tempio Dorico e il Foro.

Ecco finalmente "Pompei per tutti". Oltre tre chilometri di percorso accessibile, dall’ingresso di Piazza Anfiteatro a Porta Marina, che danno la possibilità di passeggiare lungo le arterie principali della città antica e di visitare gli edifici, le fontane e le domus più significative (in gran parte restaurate). Un itinerario, realizzato nell’ambito del "Grande progetto Pompei", nato per rispondere alle esigenze non solo delle persone in carrozzina o con altre difficoltà motorie, ma anche dei genitori con bambini in passeggino e dei visitatori che prediligono un tragitto più confortevole per visitare l’area archeologica napoletana. L’eliminazione di ostacoli e barriere arriva dopo la realizzazione di un altro nuovo percorso facilitato: quello portato a termine l’estate scorsa al Parco archeologico di Paestum, in provincia di Salerno, dove una passerella permette a tutti di scoprire le bellezze dell’area, arrivando di volta in volta davanti ai templi (con cartelli in Braille) e di entrare all’interno di quello di Hera, la cosiddetta Basilica, il tempio più antico di tutto il sito.

Ma tra tutti gli scavi campani, a Pompei è stato fatto l’intervento più costoso: 3 milioni e 300mila euro. «L’inaugurazione del nuovo itinerario, avvenuta ai primi di dicembre, rappresenta un passaggio di grande importanza nell’ambito della rinascita del sito. Si è voluto migliorare quest’area per far godere a chiunque delle bellezze che la storia ci ha consegnato», ha spiegato il direttore del "Grande progetto Pompei" Luigi Curatoli.

Un risultato che ha voluto puntare sulla «valorizzazione del sito archeologico inteso come garanzia di fruizione di un patrimonio culturale unico al mondo ? ha aggiunto il direttore della Soprintendenza di Pompei, Massimo Osanna ?. È stato fatto un doveroso lavoro di adeguamento, dove ogni minima variazione ha implicato necessarie valutazioni sulla conservazione e sull’impatto visivo dei luoghi. Le larghezze, le misure e le pendenze stabilite per legge si sono dovute confrontare con questa realtà, che non è quella di un centro urbano contemporaneo».

In alcuni tratti, infatti, le persone su sedia a ruota possono ancora incontrare difficoltà nel procedere autonomamente per via della presenza di fondi

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