Tiro con l’arco paralimpico, una grande Italia si prepara per Parigi 2024

Da Elisabetta Mijno fino a Paolo Tonon, gli atleti azzurri si preparano in vista delle prossime Paralimpiadi, scoprendo una passione per lo sport che diventa anche una sfida che li spinge a dare sempre il massimo

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Atleti di tiro con l'arco paralimpico

02 aprile 2024

ROMA - Nove pass per i Giochi Paralimpici di Parigi 2024 e quattro ori conquistati nell’ultimo giorno del Fazza World Ranking Tournament. Si chiude con un risultato più che positivo la trasferta azzurra a Dubai della Nazionale Para-Archery. Nell'ultimo giorno gli azzurri si sono portati a casa ben quattro ori vincendo le finali del mixed team dell'arco olimpico open (Mijno-Travisani) e del W1 (Pellizzari-Tonon) rispettivamente 6-2 sul Giappone e 147-139 sulla Repubblica Ceca. Nell'individuale primo posto nel ricurvo per Elisabetta Mijno, 6-0 sull'indiana Pooja, e per Stefano Travisani, 6-4 sul francese Toucoullet. Chiudono invece al 4° posto individuale nel W1 sia Asia Pellizzari che Maurizio Panella. Elisabetta Mijno, nativa di Moncalieri, provincia di Torino, 38 anni, a seguito di un incidente stradale ad appena 5 anni, diviene paraplegica ed è costretta in carrozzina. Una ragazza dalle idee chiare tanto da portare avanti le sue due passioni, lo sport e la medicina, con un impegno e una dedizione che l’hanno poi premiata nei risultati ottenuti. Si avvicina così molto giovane, negli anni ’97, alla disciplina del Tiro con l’Arco, specializzandosi nell’Arco Olimpico Categoria W2 Seniores Femminile e nello stesso tempo porta avanti i suoi studi in ortopedia fino alla laurea. Stefano Travisano, che ha vinto l’oro in coppia con Mijno, è paraplegico dal 2015 a causa di una caduta dalla mountain bike: la sua è esattamente una Paraplegia incompleta agli arti inferiori. Il tiro con l’arco è la disciplina sportiva intrapresa inizialmente come attività fisioterapica, ma ad oggi non è più una terapia e basta. Si allena con passione nelle pause che gli lascia il mestiere di architetto e a due anni dall’incidente, ai mondiali in Cina, diventa campione di tiro con l’arco con un oro iridato nel mixed team. Mijno e Trevisani si sono imposti anche nelle rispettive gare di individuale nel ricurvo. L’altro oro, W1, ha visto protagonisti Asia Pellizzari e Paolo Tonon. Pellizzari, nata nel 2001 a Riva del Garda, ad 11 mesi è stata vittima di un incidente automobilistico, con la sua famiglia d’origine, che le ha procurato una lesione C7-T1 trasversale e completa con compromissione agli arti superiori, in particolare alla mano destra. Diplomata all’Istituto per il Turismo, gareggia per la ASD Società Arcieri del Castello, ha scelto il tiro con l’arco perché la considera “una gara che faccio soprattutto contro me stessa, e dove do il meglio di me”. Paolo Tonon, altro grande nome del Para-Archery italiano, nato il 28 novembre 1989 a Vittorio Veneto, ha un passato nel tennis in carrozzina, ma è diventato in pochissimo tempo uno dei migliori atleti italiani della categoria. 

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