La storia di Paola che continua a leggere grazie agli occhi di un bimbo

Da dieci anni ha una malattia autoimmune che le ha progressivamente fatto perdere la vista. Oggi Paola riesce ad apprezzare le storie dei suoi amati libri grazie a Enea, un bimbo di 10 anni che legge per lei

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Libri

14 aprile 2024

ROMA – Gli occhi del cuore di un bambino che oggi, ad appena 10 anni, le consente di non perdere, in qualche modo, la passione per la lettura. È la storia di Paola Toldo, 55 anni, da dieci affetta da una malattia autoimmune che le ha progressivamente fatto perdere la vista, raccontata da Fanpage. Enea, nome di fantasia, è un piccolo angelo che con i suoi genitori ha abitato per diversi anni nell'appartamento accanto a quello di Paola. Una vita vissuta fianco a fianco: quando il piccolo nasceva, Paola iniziava ad affrontare la sua malattia. E così è arrivato lui in suo soccorso, imparando a leggere proprio per poterla aiutare. "Ho sempre letto e scritto tantissimo, i libri sono stati per me una consolazione anche nei momenti più bui e oggi Enea è il mio occhio", dice Paola, che racconta a Fanpage.it la sua storia. "Ho conosciuto Enea perché la sua famiglia abitava nell'appartamento accanto al mio e lui è nato, poco più di dieci anni fa, proprio nel periodo in cui ho scoperto la mia malattia". A causa della malattia autoimmune che l’ha colpita, “all'inizio ho cominciato a vedere le famose linee storte, gli oggetti deformati e tutto più scuro. Dopo un anno la malattia ha colpito anche l'altro occhio, impedendomi quindi di svolgere attività come guidare o leggere. Per me, che ero una donna che lavorava e viaggiava da sola, è stato un momento molto duro. Però la famiglia di Enea era presente: sono persone molto generose ed empatiche. Mi hanno subito prestato il loro aiuto e io a loro. Ho ricambiato il loro sostegno, accudendo Enea mentre andavano a lavorare". Per quanto riguarda Enea, “è un bambino vivace, normalissimo, però mi sono accorta che fin da piccolo aveva delle manifestazioni di generosità e di empatia molto inusuali per la sua età. Ricordo, per esempio, una volta che la mamma gli aveva comperato una boccia di Natale, di quelle con la neve e il Babbo Natale. Lui ha voluto a tutti i costi che la tenessi io. Poi ha anche una passione per i libri, che gli ho regalato e letto fin tanto che potevo". Intanto, “adesso lui ha finito il libro, quindi in meno di tre mesi ha realizzato un vero e proprio audiolibro su un volume di oltre duecento pagine. Mi ha inviato 17 registrazioni in cui ho notato che lui usa sempre il plurale. ‘Il nostro libro', ‘Adesso, Paola, andiamo avanti'. È come se avesse viaggiato leggendo e mi avesse portata con lui". 

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