Lotta ai tumori, Barbieri (Ail): “Diagnosi sconvolge la vita, speranza nella ricerca”

Lotta ai tumori, Barbieri (Ail): “Diagnosi sconvolge la vita, speranza nella ricerca”

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AIL

25 aprile 2024

ROMA – La diagnosi della leucemia sconvolge la vita del paziente che, fin da subito, spera in ricerca e nuove terapie. È il concetto espresso da Rosalba Barbieri, vicepresidente Associazione italiana contro leucemie linfomi e mieloma (Ail), alla notizia dell'ottenuta rimborsabilità di un farmaco per il trattamento della leucemia linfatica cronica, annunciata da una nota casa farmaceutica. Come riporta Adnkronos Salute, rispetto alla formulazione in capsule, il farmaco in compresse presenta un volume dimezzato ed è quindi più facile da deglutire. La gestione e l'adesione alla terapia diventa così più semplice, a vantaggio dei pazienti trattati, di solito over 70, anche perché il farmaco può essere somministrato con agenti che riducono l'acidità gastrica e può essere assunto con o senza cibo. La diagnosi di leucemia, continua Barbieri, “crea uno sconvolgimento nella vita del paziente fin dal momento della scoperta della malattia. Sapere che la ricerca fa dei progressi, grazie ai quali per la sua malattia c'è una speranza e una qualità di vita maggiore, è il sogno del paziente. Lo scopo di Ail è proprio quello di divulgare ai pazienti tutte quelle che sono le nuove terapie, attraverso i seminari che organizza in giro per l'Italia per incontrare i pazienti". Aggiunge la vicepresidente Ail: “La sinergia tra la sezione Ail e il centro di ematologia è un altro aspetto importante perché, quando Ail ha la possibilità di venire a conoscenza delle innovazioni in campo terapeutico può trasferire questa conoscenza ai pazienti con una certa credibilità. Ail rappresenta infatti un riferimento per il paziente". Anche il supporto psicologico svolge un ruolo importante, al di là delle cure. Sostegno che si ritiene dovrebbe essere disponibile "fin dai primi giorni perché è quello il momento peggiore, quello della diagnosi. E parlo non solo del paziente, ma anche dei familiari, perché in famiglia ci sarà qualcuno che si dovrà far carico di accompagnare il paziente e aiutarlo nelle terapie. Ail, infatti - evidenzia Barbieri - porta avanti progetti anche per il supporto psicologico, affinché tutti i centri di ematologia possano avere uno o più psicologi". 

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