Aggiornamento tabelle delle malattie professionali 2024. Definizione e distinzione con l’infortunio sul lavoro

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 gennaio 2024 il decreto del ministero del Lavoro n. 141 del 15 novembre 2023 che aggiorna l'elenco delle malattie professionali di cui al decreto ministeriale del 10 giugno 2014, per le quali è obbligatoria la denuncia all'Inail

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25 febbraio 2024

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 gennaio 2024 il decreto del ministero del Lavoro n. 141 del 15 novembre 2023 che aggiorna l'elenco delle malattie professionali di cui al decreto ministeriale del 10 giugno 2014, per le quali è obbligatoria la denuncia all'Inail, ai sensi e per gli effetti dell'art. 139 del Testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124. 

Le malattie professionali sono state suddivise in 3 liste, in base alla loro correlazione con il lavoro svolto: 

LISTA I – Malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità. 

LISTA II – Malattie la cui origine lavorativa è di limitata probabilità; 

LISTA III – Malattie la cui origine lavorativa è possibile. 

Ma cosa si intende per malattia professionale? Si tratta di patologie che il lavoratore contrae per effetto del lavoro svolto. C’è quindi una chiara correlazione tra l’attività lavorativa e la malattia diagnosticata. 

Parlando di patologia e non di evento in sé, questa scaturisce gradualmente nella persona, in modo lento e progressivo, a differenza dell’infortunio che, pur essendo direttamente legato all’attività lavorativa che sta svolgendo, si verifica all’improvviso e sul momento. 

Come spiegato da Inail, la causa di una malattia professionale deve essere diretta ed efficiente, cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente: il Testo Unico, infatti, parla di malattie contratte nell’esercizio e a causa delle lavorazioni rischiose. 
 
Il concorso di cause extraprofessionali può essere ammesso, purché queste non interrompano il nesso causale, nel senso che queste non devono essere da sole in quanto capaci di generare una situazione di inabilità. Per le malattie professionali deve quindi esistere un rapporto causale, o concausale, diretto tra il rischio professionale e la malattia. 
 
Si segnala, con l’occasione, l’articolo 10 del decreto legislativo 38/2000, che ha consentito di costituire un osservatorio delle patologie di probabile o possibile origine lavorativa, a disposizione di tutto il mondo della sanità. 

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