Tutela della salute e sicurezza sul lavoro attraverso gli accomodamenti ragionevoli

Un accomodamento ragionevole deve essere non solo appropriato alla situazione ed efficace ma deve anche essere personalizzato, individuato cioè sulla base delle specifiche esigenze del singolo lavoratore. Il focus degli esperti su SuperAbile

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Operai al lavoro in un cantiere

03 febbraio 2024

L’art. 1 comma 166 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 attribuisce all’Inail “le competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, da realizzare con progetti personalizzati mirati alla conservazione del posto di lavoro o alla ricerca di nuova occupazione, con interventi formativi di riqualificazione professionale, con progetti per il superamento e per l'abbattimento delle barriere architettoniche sui luoghi di lavoro, con interventi di adeguamento e di adattamento delle postazioni di lavoro”.

La Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con Legge del 3 marzo 2009 n. 18 definisce gli accomodamenti ragionevoli come “le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali” (Art. 2 Definizioni) e stabilisce esplicitamente che la mancata attuazione di soluzioni di accomodamento ragionevole configura una forma di discriminazione. Si intende quindi la modifica o l’aggiustamento di una postazione di lavoro, di un ruolo organizzativo, dell’insieme delle mansioni lavorative o del contesto ambientale o organizzativo di disposizioni normative e contrattuali (es. part-time, lavoro agile). 

Un accomodamento ragionevole deve essere non solo appropriato alla situazione ed efficace, riducendo oggettivamente lo svantaggio del lavoratore con disabilità, ma deve anche essere personalizzato, individuato cioè sulla base delle specifiche esigenze del singolo lavoratore.

Nel 2015, la Legge 68/99 è stata integrata con l’introduzione del Decreto Legislativo 151/2015 che assegna all’accomodamento ragionevole il ruolo di misura per colmare l’assenza di azioni dedicate all’integrazione lavorativa delle persone con disabilità. L’accomodamento ragionevole diventa, quindi, uno strumento prezioso per favorire l’inclusione sociale, rendendo possibile a un lavoratore con disabilità, qualificato per una determinata posizione lavorativa, di superare lo svantaggio derivante dal suo stato di salute e avere l’opportunità di svolgere l’attività lavorativa in condizioni di uguaglianza con gli altri lavoratori.  

Tramite l’accomodamento ragionevole un lavoratore con disabilità, qualificato per una determinata posizione lavorativa, può neutralizzare lo svantaggio derivante dal suo stato di salute.

Da ultimo, con il decreto Lavoro 2023 (decreto-legge 23 maggio 2023, n.48 convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85), al fine di valorizzare e incentivare le competenze professionali dei giovani con disabilità e il loro diretto coinvolgimento nelle diverse attività produttive e nelle iniziative imprenditoriali, è istituito un fondo finalizzato al riconoscimento di un contributo per ogni persona con disabilità, di età inferiore a 35 anni, assunta ai sensi della legge n. 68/1999, con contratto di lavoro a tempo indeterminato tra il 1° agosto 2022 e il 31 dicembre 2023, da parte dei seguenti soggetti: 

- enti del Terzo settore,

- organizzazioni di volontariato, 

- associazioni di promozione sociale coinvolte nel processo di trasmigrazione,

- organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nella relativa anagrafe. 

Le modalità di ammissione, quantificazione ed erogazione del contributo, le modalità e i termini di presentazione delle domande, nonché le procedure di controllo saranno definite con decreto entro il 1° marzo 2024.

Occorre evidenziare che, con il d. lgs. n. 222 del 13 dicembre 2023, recante “Disposizioni in materia di riqualificazione dei servizi pubblici per l'inclusione e l'accessibilità, in attuazione dell'art. 2, comma 2, lett. e) della legge 22 dicembre 2021, n. 227” sono state apportate importanti modifiche all’art. 39-ter del d. lgs. n. 165/2001 mediante la soppressione della previsione dell’obbligo di designare un responsabile del processo di inserimento delle persone con disabilità nell’ambiente di lavoro (ResPID) solo per le amministrazioni con più di 200 dipendenti estendendo in senso generalizzato il suddetto obbligo in tutti gli ambienti di lavoro in cui siano in servizio persone con disabilità (art. 6, comma 1, lett. a)).  

Dopo il comma 1 risulta inserito il comma 1 -bis che prevede che il ResPID  è individuato tra i dirigenti di ruolo ovvero tra gli altri dipendenti ed è scelto prioritariamente tra coloro i quali abbiano esperienza sui temi dell’inclusione sociale e dell’accessibilità delle persone con disabilità anche comprovata da specifica formazione (art. 6, comma 1, lett. b).

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