La grande bellezza del tiro con l’arco

Sulla linea del tiro con l’arco la disabilità non si vede

Approfondimenti

Bersaglio per praticare il tiro con l'arco

26 novembre 2023

SULMONA - Per i ragazzi ospiti della Casa di Cura San Raffaele di Sulmona, presso l’Unità Spinale, è nato e si è sviluppato il progetto Sport Disabili. Un’offerta formativa riabilitativa che affianca lo sport alle terapie tradizionali e alla robotica e che dal 2021 contempla come disciplina ufficiale anche il tiro con l’arco sotto la supervisione di tecnici specializzati e certificati Fitarco (Federazione Italiana Tiro con l’Arco) dell’Associazione Arcieri Peligni. 
In questo biennio la struttura abruzzese, tra le pochissime Unità Spinali d’Italia dove si pratica tale disciplina, è riuscita ad avviare un nutrito numero di pazienti, di differenti età e con diverse lesioni midollari, alla pratica  del tiro con l’arco portando alcuni di essi a partecipare, una volta dimessi, ad alcuni eventi sportivi di interesse nazionale. Tra questi c’è Francesca (nome di fantasia). Venti anni, da pochi mesi convive con una paraplegia che l’ha costretta alla sedia a rotelle. Ricoverata per la riabilitazione presso la Casa di Cura abruzzese si è inserita da subito nel progetto Sport Disabili, rivelandosi tra gli allievi più promettenti. 
Il tiro con l’arco è uno sport che non contempla differenze, una disciplina che non fa alcuna distinzione tra arciere paralimpico e normodotato. Gli atleti sono abituati ad allenarsi e a gareggiare insieme, nelle medesime competizioni. Sulla linea di tiro la disabilità non si vede. È la grande bellezza del tiro con l’arco, il primo fra gli sport paralimpici, quello che vanta il primato di essere stato lo sport che ha aperto gli eventi di quello che sarebbe diventato il più grande movimento sportivo per atleti con disabilità del mondo. Correva l’anno 1948.

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