Il diritto alle cure termali per i dipendenti della Pubblica Amministrazione

Ai dipendenti della pubblica amministrazione è consentito sottoporsi al ciclo di cure termali, imputando le relative assenze a malattia certificata

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29 novembre 2023

Ai dipendenti della pubblica amministrazione è consentito sottoporsi al ciclo di cure termali, imputando le relative assenze a malattia certificata. Si applicano quindi, le regole previste per le malattie nel pubblico impiego, con le relative trattenute economiche nei primi 10 giorni di assenza e l’inclusione dei suddetti giorni, nel periodo di comporto. Sono state infatti abrogate, le disposizioni, anche speciali, che prevedevano la possibilità per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di essere collocati in congedo straordinario oppure in aspettativa per infermità per effettuare cure termali, elioterapiche, climatiche e psammoterapiche ad eccezione dei mutilati o invalidi di guerra o per servizio di cui all’art. 37 – comma 2 del D.P.R. n. 3/57.  

Durante le assenze per cure termali, non è prevista la visita fiscale poiché, l'obbligo di reperibilità per sette ore al giorno renderebbe di fatto impraticabili, le cure termali. Si segnala, inoltre, che il punto 3 del DM 12 agosto 1992 stabilisce rigorosi criteri di controllo da parte degli stabilimenti convenzionati nei confronti degli utenti che effettuano le cure durante il congedo, a mezzo di idonei sistemi di rilevamento nominativo (manuali, meccanici o elettronici); al termine del ciclo di cure, lo stabilimento rilascia un attestato di sottoposizione alle cure.  

Per i dipendenti pubblici è quindi possibile effettuare cure termali, solo nel periodo di ferie o assentandosi per malattia a meno che, la cura termale non sia finalizzata a riabilitazione o terapie dovute a stati patologici. Il medico della Asl dovrà in tal caso, sottoscrivere un certificato in cui affermi che le cure in questione devono essere effettuate in maniera tempestiva sconsigliando, al tempo stesso, un differimento del trattamento termale.  

Con Sentenza n. 14957 del 27.11.2001 la Cassazione Sez. Lavoro ha affermato che la concessione di permessi per cure termali – stante la normale compatibilità di dette cure con il godimento delle ferie annuali – necessita di una certificazione medica specialistica contenente una espressa motivazione in ordine alla indifferibilità delle cure in rapporto alle esigenze terapeutiche e riabilitative derivanti dalla patologia in atto. Secondo la Corte non è sufficiente la semplice attestazione medica, con la formula stampigliata (“indilazionabile”) della sussistenza del requisito clinico e medico legale previsto dalla normativa. 

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