Maculopatie e retinopatie: la metà degli over 50 ignora la prevenzione

Secondo un’indagine il 50% degli over 50, la fascia più a rischio, non si sottopone a visite preventive per le patologie oculari gravi. L’allarme del Comitato Macula riguarda in particolare le persone diabetiche, maggiormente esposte a rischi in relazione all’edema maculare.

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Occhi azzurri

20 aprile 2023

MILANO – Le retinopatie e le maculopatie, patologie oculari gravi che comportano la progressiva perdita della vista, sono anche tra le più insidiose perché ‘silenziose’: si sviluppano senza sintomi evidenti sino a quando lo stadio non è così avanzato da compromettere la capacità di leggere, scrivere, riconoscere il volto delle persone, e compiere gesti anche semplici come infilare le chiavi nella serratura o versare l’acqua nel bicchiere. “Proprio per questo è fondamentale sottoporsi a controlli preventivi regolari, specialmente nelle fasce di popolazione più a rischio”, è l’appello che lancia Massimo Ligustro, presidente del Comitato Macula, l’Associazione dei pazienti affetti da maculopatia e retinopatia, a tutta la popolazione over 50, considerata la fascia più esposta, e in particolare a chi soffre di patologie predisponenti come il diabete. L’allarme arriva all’indomani di una recente indagine svolta da TestaLaVista, lo strumento di prevenzione online promosso dal Comitato Macula, dopo quasi due anni di attività e di raccolta dati. Oltre 40.000 i partecipanti, di cui 17.000 di età superiore ai 55 anni: di questi, ben il 50% ha dichiarato di non aver svolto negli ultimi due anni una visita oculistica completa. Percentuale che sale al 54% se si considera la fascia d’età 55-64 anni e che si attesta sul 46% se si fa riferimento agli over 65 anni. “I numeri forniti dal Comitato Macula dimostrano una scarsa attenzione verso patologie che possono provocare la perdita progressiva della vista, come l’edema maculare diabetico” commenta Giuseppe Querques, specialista in Oftalmologia dell’Università Vita-Salute, Ircss San Raffaele, Milano. “Patologie che, invece, se individuate e trattate precocemente, potrebbero essere tenute sotto controllo con ottimi risultati. Il mio invito ai cinquantenni che non si siano mai sottoposti a una visita oculistica completa, è di farlo il prima possibile. Il medico svolgerà un accurato esame del fondo oculare e, qualora lo ritenga necessario, potrà sottoporre il paziente a un eventuale esame OCT (tomografia a coerenza ottica) o indirizzarlo presso un centro oculistico dotato di questo macchinario sofisticato ma oggigiorno di largo utilizzo e diffusione.” Un fattore che aumenta esponenzialmente il rischio di sviluppare le patologie della retina e della macula è il diabete, in particolare in relazione all’edema maculare (Emd), che rappresenta una delle prime cause di cecità nel mondo. Esiste dunque una stretta correlazione fra diabete e gravi patologie oculari: un importante fattore di rischio che sembra, però, non aver raggiunto un alto livello di consapevolezza tra i pazienti. Secondo l’indagine di TestaLaVista, tra coloro che non si sono rivolti all’oculista per una visita completa negli ultimi due anni, il 15% ha dichiarato di essere diabetico o di non escludere di esserlo. Eppure, il rischio non è da sottovalutare: basti pensare che dei 3.200.000 diabetici presenti in Italia, 1.120.000 presentano una retinopatia diabetica (35%), mentre 218.000 vengono colpiti da edema maculare diabetico (6,8%). Retinopatie e maculopatie sono patologie gravi, che possono pregiudicare la sfera professionale - arrivando alla perdita del posto di lavoro - così come quella sociale e personale, con un impatto notevole sulla qualità della vita di chi ne soffre e della sua famiglia. Le migliori armi per individuare e contrastare i primi segnali sono prevenzione e diagnosi precoce, rivolte in particolare alla fascia della popolazione “senior”, più soggetta a questi rischi a causa dell’invecchiamento della retina e di un’eventuale, prolungata esposizione al diabete. Per favorire la conoscenza e agevolare la prevenzione per una diagnosi precoce delle maculopatie e retinopatie, il Comitato Macula ha promosso TestaLaVista, un test online di autovalutazione gratuito e immediato che contribuisce ad individuare i segnali di disturbi visivi associabili a queste problematiche. TestaLaVista, già adottato da diverse Istituzioni della Regione Liguria, offre anche un punto di ascolto a chi dovesse risultare positivo e un primo indirizzamento al migliore percorso di diagnosi e di cura. “La maculopatia è entrata nella mia vita dieci anni fa, facendomi scoprire, solo a quel punto, di essere diabetico e sconvolgendo la mia vita- racconta Massimo Ligustro-Credo fortemente in questo test, sebbene non sostituisca in alcun modo la visita oculistica completa. Sottoporsi al test non costa nulla, non è invasivo, non è complicato. Pochi minuti per capire se gli occhi potrebbero necessitare di controlli più accurati ed essere indirizzati da un operatore del Comitato Macula verso il percorso migliore di diagnosi e cura. Uno sforzo minimo, insomma, per salvare la propria vista”. TestaLaVista offre un test online basato sull’osservazione di una serie di immagini a partire dalla griglia di Amsler, un metodo già collaudato dagli oculisti per intercettare con efficacia gli indizi di disturbi visivi associabili a problematiche maculari e retiniche. TestaLaVista è solo una delle iniziative del Comitato Macula per la prevenzione e la diagnosi precoce delle maculopatie. “Con le Asl 3 e 4 della provincia di Genova stiamo portando avanti un progetto di telemedicina nei Comuni dell’entroterra, sottoponendo gratuitamente a screening della vista i cittadini a rischio- spiega Ligustro- Per sensibilizzare sui danni derivanti dalla perdita della patente di guida come conseguenza dell’ipovisione, stiamo lavorando per avviare istituzionalmente la campagna “Occhio alla strada”, coinvolgendo i Comuni, le autoscuole, i medici di medicina generale e le farmacie”. “Sul fronte della politica sanitaria- prosegue Ligustro- ci stiamo battendo per l’inserimento della maculopatia nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Infine, per fornire conoscenza, supporto e condivisione della patologia, stiamo costruendo ‘Macula Care’, la prima comunità digitale di persone con disabilità visiva”.

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