La capacità di agire

Al momento della nascita si acquista la capacità giuridica che ci accompagna per tutto l'arco della nostra esistenza (art. 1 Codice Civile)

Approfondimenti

leggi normative e pareri

15 maggio 2018

Premessa - definizione

Al momento della nascita si acquista la capacità giuridica che ci accompagna per tutto l'arco della nostra esistenza (art. 1 Codice Civile).

Con l'acquisizione di tale capacità (detta anche "soggettività giuridica") la persona diventa soggetto di diritto è, cioè, titolare dei diritti e dei doveri contemplati e protetti dall'ordinamento giuridico.

La capacità di agire, si acquista con il compimento della maggiore età (art. 2 Codice Civile), coincide generalmente con la capacità di intendere e di volere e si estrinseca nella capacità di compiere atti giuridici, ritenuti validi e meritevoli di tutela da parte dall'ordinamento giuridico.

La capacità di intendere e di volere, è - evidentemente - il presupposto della capacità di agire e si sostanzia nella condizione psichica, anche minima, di rendersi conto delle conseguenze, anche dannose, della propria condotta.

Essa è dunque strettamente legata alla idoneità del soggetto a curare i propri interessi ed in tutti i casi in cui tale idoneità venga meno o è limitata, anche la capacità di agire viene meno.

Cause modificatrici della capacità di agire

Le cause modificatrici della capacità di agire possono essere così sintetizzate:

1 - incapacità legale di agire, in caso di inidoneità del soggetto alla cura dei propri interessi; tale incapacità è totale e pertanto il soggetto non potrà compiere validamente alcun atto.

Le ipotesi di incapacità totale previste dalla legge:         

  • la minore età;

l'interdizione giudiziale (art. 414 codice civile)
(di fronte a determinate circostanze riferite a condizioni di salute mentale e/o fisica limitative della capacità di agire del soggetto, il legislatore ha previsto tale istituto allo scopo di tutela della persona e della sua controparte)
l'interdizione legale (art. 32 codice penale)
(...il condannato alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni è, durante la pena, in stato d'interdizione legale...)

2 - incapacità relativa, in caso di limitata capacità di agire; il soggetto potrà compiere validamente solo gli atti di ordinaria amministrazione che non incidono nel suo patrimonio.

Le ipotesi di incapacità relativa previste dalla legge sono:

  • l'emancipazione (art. 390 codice civile);  
  • l'inabilitazione (art. 414 codice civile).

Incapacità naturale

Esiste anche la situazione di persona maggiorenne, quindi legalmente capace, che si possa trovare in una situazione di incapacità ad agire, quale un momento di terrore, di violenze psichiche, di assunzione di sostanze stupefacenti o altro.
In queste situazioni si può quindi configurare uno stato di incapacità naturale, cioè avere una persona non in grado di intendere o volere per una causa momentanea o permanente.
In queste situazioni la legge tutela l'incapace naturale determinando l'annullamento di qualsiasi atto  se tale incapacità è provata.
L'atto posto in essere in stato di incapacità di intendere e volere è sempre annullabile (art. 1425 Codice Civile).

di Corina Serpeanu

Torna alla navigazione interna