La spiaggia dei valori dove le persone con disabilità gravi possono fare il bagno

La spiaggia dei valori a Punta Marina dove le persone con disabilità gravi possono fare il bagno

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Dal 09 luglio 2024

Punta Marina - L'estate scorsa- si legge in un articolo pubblicato su ‘La Repubblica’ una bambina si è avvicinata a una signora immobilizzata, che muoveva soltanto gli occhi. 
E ancora: ”Le ha sistemato per bene il tubicino, poi le ha proposto di giocare a tris: se voleva disegnare un cerchietto lei chiudeva l'occhio destro, per la ‘X’ chiudeva quello sinistro “, racconta Debora Donati, la padrona di casa. Succede anche questo alla Spiaggia dei valori, a Punta Marina, in provincia di Ravenna. 
 
La più accessibile d'Italia, - spiegano- secondo la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, o quantomeno quella dove l'assistenza fisica ai malati si mescola meglio alla costante presenza di volontari di tutte le età. Ne girano una quarantina al giorno tra gli ombrelloni, bimbi delle elementari, parrocchie, studenti universitari, scout. È dal 2018 che l'associazione ‘Insieme a te’ ha ottenuto l'utilizzo temporaneo di una striscia di spiaggia libera a Punta Marina. 
 
Da quest'anno, però, la concessione è diventata ventennale, e l'investimento di quasi un milione di euro, 135mila provenienti dal Pnrr e il resto da donazioni strutturale. 
 
Molti ospiti arrivano in ambulanza. Alcuni piangono, quando riescono a fare il bagno in mare per la prima volta dal lettino in cui sono sdraiati. Tutto il resto è socialità, chiacchiere, momenti di respiro anche per le famiglie. 
 
In Italia- prosegue l’articolo- le spiagge in grado di accogliere persone in queste condizioni si contano sulle dita di una mano: ce n'è una a San Foca, in Puglia, e un'altra in Sardegna, ma le postazioni "attrezzate" sono davvero pochissime. A Punta Marina ne hanno 18 all'ombra per disabili gravi, con tende richiudibili da tutti i lati per garantire la privacy durante i cambi, prese elettriche, sollevatori e materassi antidecubito. Più 12 per i disabili meno gravi, ma sempre con prese elettriche e pavimentate. 
 
A queste, si aggiungono una cinquantina di ombrelloni e lettini classici, di quelli che troveresti ovunque in Romagna, solo che questo non è uno stabilimento qualunque. Senza contare i parcheggi e i bagni accessibili, anche questi dotati di sollevatori. Per le persone con disabilità, l'accesso alla spiaggia è totalmente gratuito (su prenotazione). 
Alcuni si fermano un giorno, altri una settimana o un mese, sempre con la famiglia, in uno dei tre appartamenti attrezzati disponibili, questi a pagamento. 

COME NASCE LA FONDAZIONE

“Tutto -racconta la fondatrice a La Repubblica- nasce da un'esperienza che ho avuto io con mio marito Dario. Quando si è ammalato di Sla, la nostra figlia più piccola aveva un anno e mezzo. Io lavoravo in uno studio dentistico, ma ho dovuto lasciare il lavoro per seguirlo. Ci è cambiata la vita, abbiamo vissuto momenti molto tristi. Nel 2018, quando abbiamo ottenuto la prima concessione temporanea, era venerdì santo. Lui è morto il lunedì dell'Angelo, tre giorni dopo, ma con la consapevolezza che il nostro sogno si era avverato. Oggi, se vedo ciò che siamo riusciti a costruire, trovo un senso a tutto quello che ci è successo”. 

Come quando Dario voleva fare il bagno in mare e non si poteva. “Era molto grave, - aggiunge- allettato, non esisteva un accesso al mare possibile, per lui. L'ho dovuto portare fino in Puglia per fargli fare ancora una volta il bagno, insieme alle persone che amava. È da lì che è cominciata questa impresa. Dal 2018 a oggi, abbiamo accolto più di mille famiglie dall'Italia e anche dall'estero, e 1.600 volontari”. 

E poi: Il concetto è permettere a tutta la famiglia di passare una giornata al mare insieme. “È un'opportunità per le persone con disabilità ma anche chi è normodotato può venire, pagando, sapendo che oltre a venire al mare  contribuisce a un pezzetto di questo sogno: la gestione annuale costa più di 120mila euro”, continua Debora. 

TUTTE LE ATTIVITA’ 
Gli incontri che l'hanno colpita di più? “Quelli che mi ricordano il mio contesto famigliare, quando vedo dei babbi malati di Sla con bimbi piccoli. Come associazione, organizziamo concorsi per i bimbi delle elementari d'inverno, e d'estate i vincitori vengono a passare una giornata con noi. Poi ci sono i campi di servizio, di una settimana. Per i ragazzi che vengono come volontari organizziamo corsi con logopedista, pedagogista e psicologa, perché imparino a comunicare in modi diversi dalle parole. E da quest'anno abbiamo una convenzione con l'Università di Bologna, che ha dato il suo patrocinio. Accogliamo studenti di Medicina, Psicologia, Infermieristica e Logopedia. E abbiamo una convenzione con l'azienda sanitaria della Romagna”. 
Durante la raccolta fondi, ogni donatore poteva scegliere un valore cui dedicare una postazione. 
“Alla fine ne hanno scelti 19- ha precisato Debora- amore, fede, solidarietà, ascolto, generosità, vita, resilienza, libertà, prendersi cura, serenità, collaborazione, amicizia, speranza, altruismo, impegno, gratitudine, famiglia, inclusione, fiducia”. 
Oggi l'inaugurazione ufficiale.

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