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"Zeroindifferenza", sport e cultura per inclusione dei ragazzi con disabilità

Sensibilizzare gli studenti sull'importanza dello sport, dell'arte e della cultura come strumenti fondamentali di inclusione sociale, della valorizzazione delle di-fferenze e di interazione con le persone con disabilita'. E' questo l'obiettivo promosso dall'ateneo di Tor Vergata

16 marzo 2016

ROMA - Sensibilizzare gli studenti sull'importanza dello sport, dell'arte e della cultura come strumenti fondamentali di inclusione sociale, della valorizzazione delle di-fferenze e di interazione con le persone con disabilita'. E' questo l'obiettivo di 'Zeroindifferenza: valorizzare le di-fferenze per abbattere l'in-differenza', evento giunto alla seconda edizione promosso dall'universita' degli studi di Roma Tor Vergata in collaborazione con Vivere da sportivi - A scuola di fair play. "E' compito dell'universita' lavorare nella direzione dell'inclusione", ha spiegato Giuseppe Novelli, rettore di Tor Vergata, aprendo il convegno nell'auditorium 'Ennio Morricone' della macroarea di Lettere e Filosofia. "Quando abbiamo sviluppato un corso di laurea per ragazzi con disabilita' psichica ci hanno preso per matti, e' il caso di dirlo, ma e' stato un grande successo. Allo stesso modo- ha aggiunto- credo che la disabilita' sia anche quella culturale, ovvero di chi magari non ha i soldi per studiare: la nostra risposta e' stato un protocollo con Confapi e Fiom per creare un welfare oltre le ideologie e consentire di frequentare l'universita' ai figli dei metalmeccanici".

La mattinata e' stata l'occasione per una tavola rotonda con la partecipazione e le testimonianze di esponenti del mondo della cultura e dello sport come, tra gli altri, la deputata del Pd, Laura Coccia, i membri del Comitato promotore Roma 2024, Luca Pancalli e Fiona May, l'atleta paralimpica Annalisa Minetti, il regista Dario D'Ambrosi. "Il fatto che si parli di questi temi in un luogo di formazione e' positivo dopo anni di battaglia- ha spiegato Pancalli- L'integrazione si realizza con l'azione della politica e il lavoro quotidiano che ognuno di noi puo' fare nel proprio ambito. Ha fatto piu' il mondo dello sport negli ultimi 20 anni di tanti convegni e battaglie sul territorio. Abbiamo cavalcato il mondo della comunicazione cui la nostra societa' e' soggiogata: siamo riusciti a dare un'immagine diversa della disabilita' a chi prima la declinava in modo negativo".

La speranza di Coccia e' "che non vengano piu' stilate tabelle su cosa i ragazzi con disabilita' non sanno fare. Per quello ci sono le diagnosi, a noi deve interessare cio' che i ragazzi sanno fare e insegnare loro come affrontare gli ostacoli. Il nostro compito e' quello di avere piu' strumenti possibili per andare dai ragazzi con disabilita' e dalle loro famiglie, che spesso si sentono inadeguati, e far capire loro che fuori c'e' la vita". Al termine della tavola rotonda si e' svolta la premiazione del concorso 'Valori in corto'. Sono stati proiettati i cortometraggi ­finalisti realizzati dagli studenti di Tor Vergata proprio sui temi dell'inclusione sociale, della valorizzazione delle differenze e dell'interazione con le persone con disabilità.

(18 marzo 2016)

di d.marsicano

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