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Inclusione fa ancora rima con rivoluzione?

“Inchiostro”, la rubrica di Claudio Imprudente. Questa settimana parliamo di Alain Goussot a un anno dalla sua improvvisa scomparsa: l’uomo, il pedagogista, lo studioso, l’accademico e l’intellettuale "engagé"

22 marzo 2017

Lui sì che sosteneva il cielo.
 
Come me e tanti altri era come quell’uccellino in quella storia africana che mi raccontò il mio amico pedagogista Andrea Canevaro alcuni mesi fa. Ma cosa vuole dire questa storia?
 
Quell’uccellino nasce dalla cultura masai. Un valoroso guerriero incontra un uccellino capovolto: all'inizio lo crede morto, poi gli chiede perché sta in quella posizione. L'uccellino risponde "Ho sentito dire che il cielo sta per cadere e io mi sto preparando per sostenerlo!". Il guerriero masai si butta per terra a ridere: "Come puoi sperare di sostenerlo tu con quelle zampette che sembrano degli stecchetti di paglia?". Il passerotto non cambia posizione ma risponde: "Io faccio del mio meglio, e tu cosa fai?".
 
Quando penso ad Alain lo rivedo molto in quel piccolo passerotto che, senza pensarci due volte, di fronte alla sfida dell'inclusione, della valorizzazione delle diversità, della partecipazione attiva delle persone con disabilità alla vita sociale e culturale, si mette in gioco facendo cultura.
 
Ad un anno preciso dalla sua improvvisa scomparsa ci ritroveremo sabato 25 marzo a Pescara, presso il centro eventi Aurum nella sala Flaiano, per ricordare e fare memoria dello splendido lavoro di Alain, del segno che ha lasciato nel mondo della pedagogia, della psicologia e dell’antropologia, che in un recente articolo definii l’ultimo degli intellettuali.
 
“Il convegno è stato fortemente voluto dai figli e dalla moglie di Alain Goussot e organizzato con "Proteo Fare Sapere" (associazione riconosciuta dal MIUR quale soggetto qualificato per la formazione). L'obiettivo è fare memoria di Alain Goussot, quale uomo, pedagogista, studioso, accademico e intellettuale "engagé" a un anno dalla sua improvvisa scomparsa, riproponendo i cardini del suo pensiero filosofico e pedagogico, basati sui concetti di uguaglianza, inclusione, meticciamento, accoglienza e rispetto dell'altro diverso da sé, che trova le sue origini in Jean-Jacques Rousseau, prosegue per Babeuf e attraversa i grandi del pensiero pedagogico quali Decroly, Itard, Vygotsky, Freinet, Freire, Don Milani, Maria Montessori, il maestro Lodi e tanti altri.”
 
Ai docenti, verrà al termine rilasciato un attestato.
 
Il titolo del mio intervento nasce proprio da un confronto avuto con lui qualche anno fa, quando mi invitò ad un bellissimo convegno nell’università di Cesena… “Inclusione fa ancora rima con rivoluzione?” E parlarne con lui era importante, perché lui era un rivoluzionario vero.
 
Al convegno di sabato “L’umanesimo pedagogico nel pensiero e nell’azione di Alain Goussot” ci saranno tanti altri intellettuali rivoluzionari che con lui hanno condiviso una parte del percorso culturale ed accademico. Da Fabio Bocci dell’Università di Roma Tre a DimitrosArgiropoulos docente di pedagogia speciale all’Università di Parma, da Francesca Salis dell’Università di Urbino fino a Giuseppe Bagni del Cidi (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti). E tanti altri.
 
Che dire, vi aspetto a Pescara per fare memoria certo, ma anche per riprendere in mano un enorme lavoro che lancia lo sguardo verso un futuro inclusivo, con tanti uccellini pronti a collaborare per sostenere il cielo!
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook.
 

di Claudio Imprudente

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