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Quando l’archeologia è tutta da toccare e ascoltare

Reperti originali, stampe in 3D, app dedicate, virtual tour, un percorso tattile e sonoro per le persone cieche o ipovedenti. Succede a Lu Brandali (Santa Teresa di Gallura), grazie al ritorno della mostra multimediale realizzata dalla cooperativa sociale CoolTour. In programma fino a novembre

11 maggio 2019

ROMA - Archeologia tutta da leggere (anche in Braille), da toccare e ascoltare per scoprire la Sardegna di tremila anni fa. Succede nel complesso di Lu Brandali (Santa Teresa di Gallura), grazie al ritorno della mostra multimediale realizzata dalla cooperativa sociale CoolTour Gallura, in programma fino a novembre nel centro didattico polivalente.
 
Reperti originali, stampe in 3D, app dedicate, virtual tour, un percorso tattile e sonoro, utile anche per le persone cieche o ipovedenti, e riproduzioni della quotidianità dell’epoca nuragica danno a tutti la possibilità di conoscere il sito archeologico, costituito da un nuraghe, un villaggio e una tomba di giganti, che a oggi non è visitabile dalle persone con disabilità fisiche.
 
Alcune sezioni dell’esposizione, che aspira a essere itinerante, abbattono quindi il classico tabù “vietato toccare”, che si trasforma nel suo opposto per un patrimonio storico-culturale accessibile almeno ai non vedenti. La mostra è stata finanziata dalla Regione Sardegna. Per informazioni su costi e orari di apertura: www.lubrandali.it. (mt)

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