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Tumori, i pazienti oncologici del Progetto giovani al Festival di Sanremo

I pazienti oncologici del Progetto Giovani attivo nella Pediatria dell'Istituzione nazionale Tumori saranno al festival di Sanremo dal 7 al 10 febbraio per la quarta edizione della rassegna 'Guardami oltre...!'

7 febbraio 2018

ROMA - I pazienti oncologici del Progetto Giovani attivo nella Pediatria dell'Istituziona nazionale Tumori saranno al festival di Sanremo dal 7 al 10 febbraio per la quarta edizione della rassegna 'Guardami oltre...!' (Sanremo per il sociale) grazie al sostegno dell'Associazione Bianca Garavaglia Onlus. Ideata, realizzata e diretta senza scopo di lucro da Patrizia Del Vasco e Gino Aveta, con il patrocinio morale di Rai Responsabilità Sociale, l'iniziativa ha l'obiettivo di dare visibilita' a progetto artistici realizzati da e per categorie sociali fragili.
 
Protagonisti della serata di oggi, mercoledì 7, saranno proprio i ragazzi del Progetto Giovani dell'Int (reparto diretto dalla dottoressa Maura Massimino). Nel corso della serata i giovani pazienti si esibiranno con la hit 'Palle di Natale' su un palco d'eccezione allestito al PalaSiae-Area Sanremo. La canzone, a oltre un anno dal suo lancio, e' infatti diventata un fenomeno virale e sociale, con undici milioni di visualizzazioni su YouTube La canzone a fine 2017 e' stata anche scelta in molte scuole per essere eseguita durante la tradizionale recita scolastica natalizia al posto dei grandi classici della tradizione.
 
"'Palle di Natale' ovviamente sarà solo il pretesto per parlare a 360 gradi di quello che significa l'esperienza del Progetto Giovani" spiega il dottor Andrea Ferrari, coordinatore scientifico del Progetto Giovani, che, insieme alla coordinatrice artistica, Paola Gaggiotti, e a Claudia Garavaglia, responsabile comunicazione della Bianca Garavaglia Onlus, accompagneranno i ragazzi a Sanremo. "Con i colori, la musica, le fotografie, i fumetti, i ragazzi del Progetto Giovani- continua Ferrari- non raccontano solo le loro storie personali, ma ci parlano di tutti gli altri ragazzi che si ammalano di tumore. E, con coraggioso senso di responsabilità, diventano i preziosi testimoni di un progetto che ha dietro qualcosa di più grande: far sapere che ci si può ammalare di tumore anche nell'età dell'adolescenza; che si può guarire, ma solo se si riesce a ricevere le cure giuste, nei tempi giusti e nei luoghi giusti. Per cancellare, tutti insieme, quel dato preoccupante che dice che, a parità di malattia, un adolescente ha minori probabilità di guarigione di un bambino".
 
"Per curare gli adolescenti- prosegue l'oncologo- servono posti dove ci sia spazio per la musica e per l'amore, per la normalità della vita, per il significato dell'esistere. Posti dove ci si possa anche muovere con leggerezza - tra cose che leggere non lo possono proprio essere - e con speranza. Ma questi ragazzi- conclude- hanno bisogno anche di spazi che siano stabili rispetto alle intemperie prodotte dalla malattia e che abbiano le giuste competenze professionali".

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