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Manovra, la protesta dei disability manager: "Penalizzati i più deboli"

Dalla SIDiMa, la società che raggruppa i disability manager italiani, critiche per lo scarso interesse verso il mondo del sociale, per la scelta di penalizzare la popolazione più debole e per il rifiuto di ogni dialogo con le associazioni

1 settembre 2011

ROMA - Preoccupazione per lo scarso interesse delle misure proposte verso il mondo del sociale e critica della decisione di penalizzare i settori della popolazione già deboli, per lo più rifiutando ogni ipotesi di dialogo reale con le associazioni del settore. Ad esprimerle, riguardo alla manovra-bis all'esame del Parlamento, è la SiDiMa, la società italiana Disability Manager, associazioni costituita nell'aprile 2011 per mettere in rete i disability manager presenti sul territorio italiano per promuovere e tutelare i diritti delle persone con disabilità e il rispetto della persona in ogni suo aspetto, dimensione e momento della vita.

Dal Consiglio direttivo e dal presidente Rodolfo Dalla Mora arriva un segnale di "forte preoccupazione" sul testo della manovra. Anche se soggetto a modifiche, una nota dell'associazione esprime preoccupazione per "lo scarso interesse, che emerge dalle misure proposte, verso il mondo del sociale, danneggiato da forti tagli che colpiscono sia le politiche sociali centrali che quelle regionali; i tagli, anche strutturali, dei bilanci delle autonomie locali sono severi e incideranno profondamente nei servizi erogati ai cittadini, in primis nei comparti dell'assistenza sociale e della sanità". SiDiMa fa notare anche "la scelta di penalizzare settori della popolazione già deboli: infatti - si legge nella nota - la decisione di applicare tagli indiscriminati verso tutti non fa altro che peggiorare la situazione di quella fascia di utenti già in difficoltà, che si vede sottrarre risorse ed agevolazioni essenziali per condurre un'esistenza dignitosa (si pensi al taglio alle agevolazioni fiscali del 5% dal 2012 e del 20% dal 2013, che riguarderà le detrazioni sulle spese sanitarie, sui carichi di famiglia, sugli ausili e i veicoli adattati...)". Infine viene notata "la mancata volontà di instaurare un reale dialogo con le associazioni e i rappresentanti del settore", citando in particolare "i vari emendamenti proposti a più riprese dalla Fish (Federazione Italiana Superamento Handicap) e da altre associazioni di persone con disabilità, mai considerati né tantomeno inseriti nella manovra". "Data l'oggettiva situazione di difficoltà che a breve le fasce di utenti più deboli si troveranno a dover fronteggiare - conclude la nota - la S.I.Di.Ma. oltre ad augurarsi che la manovra possa essere modificata durante il passaggio in Parlamento, esprime la sua solidarietà e il suo appoggio alle numerose iniziative promosse dalle associazioni con il fine di sensibilizzare la popolazione e di portare allo scoperto gli ulteriori disagi che le persone con disabilità dovranno affrontare".

(2 settembre 2011)

di g.augello

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