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Sanità, Gimbe: dalla manovra 8,5 miliardi, ma cala il silenzio sul finanziamento del 2022

Al fine di fornire un contributo al dibattito parlamentare conclusivo, e dopo il via libera del Senato, l'analisi indipendente delle misure sanitarie e socio-sanitarie contenute nella Legge di Bilancio 2020 della Fondazione Gimbe

23 dicembre 2019

ROMA - Dopo il via libera del Senato, la Fondazione Gimbe porta all'attenzione dell'opinione pubblica e della politica un'analisi indipendente delle misure sanitarie e socio-sanitarie contenute nella Legge di Bilancio 2020, al fine di fornire un contributo al dibattito parlamentare conclusivo, anche se difficilmente alla Camera potranno esserci modifiche prima del voto finale.


"Fondamentale innanzitutto offrire un prospetto sulle cifre destinate alla sanità sino a fine legislatura - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - perché le dichiarazioni informali che si rincorrono su stampa, TV e social media riportano dati parziali e incompleti e si prestano a strumentalizzazioni politiche".


ABOLIZIONE DEL SUPERTICKET

Dall'1 settembre 2020 sarà definitivamente abolito l'iniquo balzello applicato dalle regioni per la compartecipazione alle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. "Per garantire le coperture - spiega Cartabellotta - il FSN viene aumentato di € 185 milioni per il 2020 e di € 554 milioni annui a decorrere dal 2021. Per il 2020 vengono utilizzati ulteriori € 40 milioni del fondo per il superamento del superticket, stanziato dalla Legge di Bilancio 2018".



PROGRAMMA DI EDILIZIA SANITARIA E AMMODERNAMENTO TECNOLOGICO

Euro 2 miliardi in più per il programma pluriennale ma "si tratta di risorse - commenta il presidente - "spalmate" su 11 anni: le regioni infatti potranno disporre di € 100 milioni per il 2022 e 2023 e € 200 milioni/anno dal 2024 al 2032". A valere su tale programma anche i € 235,8 milioni destinati ad apparecchiature sanitarie per erogare prestazioni di competenza dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. "Tuttavia non è chiaro se questo investimento attingerà da quanto già stanziato dalla precedente Legge di Bilancio - precisa Cartabellotta - perché in caso contrario l'importo totale non sarà disponibile prima del 2024".
 

DISABILITÀ E NON AUTOSUFFICIENZA

Istituito il fondo per la disabilità e non autosufficienza con una dotazione di € 29 milioni per il 2020, € 200 milioni per il 2021 e € 300 milioni dal 2022. "Tali risorse - spiega il Presidente - integrano i € 571 milioni del Fondo nazionale per la non autosufficienza a cui la manovra aggiunge € 50 milioni per il 2020".


CONTRATTI DI FORMAZIONE SPECIALISTICA

Oltre alle risorse già previste dal testo arrivato in Senato, il comma 859 aggiunge ulteriori € 102 milioni. "Complessivamente - commenta Cartabellotta - si tratta di € 182 milioni che permetteranno di stipulare 1.217 contratti di formazione specialistica".


PERSONALE SANITARIO

La Manovra stabilizza i precari, grazie all'estensione della Legge Madia, e i ricercatori di IRCCS e Istituti Zooprofilattici, ma non prevede nessun finanziamento dedicato, a parte i medici INPS, al piano straordinario per le assunzioni più volte annunciato. Gli incrementi retributivi 2019-2021 per il personale dipendente e convenzionato del SSN (1,3% nel 2019, 1,9% nel 2020, 3,5% dal 2021) rimangono a carico dei bilanci regionali. "In altri termini - puntualizza il Presidente - la Manovra non prevede risorse vincolate e spetta alle Regioni reperirle dalla quota di riparto, grazie anche all'innalzamento del tetto di spesa dal 5% al 15% previsto dal Decreto fiscale".


NUOVI LEA

Nonostante la bozza del Patto per la Salute preveda di completare l'approvazione del "decreto tariffe" per dare il via libera ai nomenclatori della specialistica ambulatoriale e della protesica, la Legge di Bilancio non stanzia risorse dedicate.
 

ALTRE MISURE

La Manovra assegna ulteriori risorse per specifici obiettivi: osservatorio sulla formazione specialistica e definizione del fabbisogno di medici e professionisti sanitari (€ 21 milioni); disposizioni per l'acquisto di sostitutivi del latte materno (€ 7 milioni); ricerca sull'endometriosi (€ 4 milioni), rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza (€ 1 milione).
"Pur riconoscendo a Governo e Parlamento un grande impegno per rifinanziare la sanità pubblica - conclude Cartabellotta - le nostre analisi permettono di rivalutare, numeri alla mano, le recenti dichiarazioni del Premier Conte che ha espresso il desiderio di "sforare o sfiorare i 10 miliardi di investimenti sulla salute entro la fine della legislatura". Infatti, se apparentemente le risorse assegnate dalla Legge di Bilancio 2020 ammontano ad oltre € 8,5 miliardi, bisogna anzitutto ricordare che i € 3,5 miliardi di incremento del FSN, già stanziati dal precedente Esecutivo, non sono formalmente inclusi nella Manovra. In secondo luogo, dei € 2 miliardi per il programma di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico solo € 200 milioni saranno esigibili entro il 2023. Infine, mancano all'appello sia il FSN per il 2022, sia le risorse vincolate ai rinnovi contrattuali, al piano straordinario delle assunzioni per il personale e allo sblocco dei nuovi LEA, pilastri portanti per garantire quell'universalismo tanto caro al Ministro Speranza".

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