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“Diritti delle lingue dei segni per tutti”: è la Settimana mondiale del sordo

Sono 72 milioni persone nel mondo: non sentono, ma chiedono di essere ascoltati e rispettati nei loro diritti, primo fra tutti quello alla comunicazione. Oltre 300 diverse lingue dei segni: quella italiana è l'unica in Europa a non essere ancora riconosciuta. Iniziative di sensibilizzazione fino al 30 settembre

24 settembre 2019

ROMA – Sono circa 72 milioni nel mondo: non sentono ma chiedono di essere ascoltati, rispettati nei loro diritti, primo fra tutto quello alla comunicazione, tramite la Lingua dei segni. Si apre oggi, con la Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni, e si chiuderà il 29 settembre la settimana più importante per il movimento di rivendicazione e di lotta per i diritti delle persone sorde: la Settimana internazionale del sordo, nata nel 1958 per dare voce e visibilità alla comunità sorda. Slogan e tema di questa edizione è “Diritti delle lingue dei segni per tutti”, perché “proprio il riconoscimento della lingua e i diritti che ne conseguono rappresenta la chiave per l’inclusione delle persone sorde nella società”, spiegano i promotori.
 
“Due anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha scelto il 23 settembre di ogni anno per ricordare al mondo la necessità di riconoscere, promuovere e proteggere le oltre 300 differenti lingue dei segni nel mondo, lingue naturali complete e complesse con proprie regole grammaticali, sintattiche, morfologiche e lessicali – spiega l'Ente nazionale sordi -. Tale risoluzione promuove il riconoscimento legale delle lingue dei segni nazionali, equiparate alle lingue nazionali parlate e scritte, per proteggere la diversità linguistica ed evidenzia la necessità di prevedere servizi accessibili, un’esposizione precoce e stabile alla lingua dei segni nazionale e un’educazione di qualità in un’ottica bilingue (Lingua dei Segni e lingua nazionale) per garantire il pieno sviluppo e la piena realizzazione dei diritti umani delle persone sorde”.
 
La Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni nasce sulle orme della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, adottata nel 2006 e ratificata dall’Italia nel 2009. “Sono passati ormai 10 anni dalla legge di ratifica e l’Italia è nel frattempo rimasto l’unico Paese in Europa a non aver riconosciuto a livello nazionale la Lingua dei Segni, nonostante la LIS (Lingua dei Segni Italiana) sia una lingua a tutti gli effetti e venga utilizzata da più di 40 mila persone sorde segnanti, migliaia di udenti che la imparano per ragioni di lavoro o personali e da tutte quelle persone con disturbi nel linguaggio che la usano per comunicare – riferisce Ens - La comunità sorda italiana si mobiliterà nuovamente in questi giorni per chiedere di porre rimedio a questo imperdonabile ritardo”.
 

Oltre 300 differenti lingue dei segni nel mondo

Sono tante le attività in programma nella Settimana organizzate dall’Ens, che conta oltre 120 sedi sparse su tutto il territorio. La prima si è tenuta ieri, 23 settembre. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha scelto questo giorno per ricordare al mondo la necessità di riconoscere, promuovere e proteggere le oltre 300 differenti lingue dei segni nel mondo. Tale risoluzione promuove il riconoscimento legale delle lingue dei segni nazionali - equiparate alle lingue nazionali parlate e scritte - per proteggere la diversità linguistica ed evidenzia la necessità di prevedere servizi accessibili, un’esposizione precoce e stabile alla lingua dei segni nazionale e un’educazione di qualità in un’ottica bilingue (Lingua dei Segni e lingua nazionale) per garantire il pieno sviluppo e la piena realizzazione dei diritti umani delle persone sorde.
 
Il 28 settembre, a Bologna e a Milano, la comunità sorda italiana scenderà in piazza per festeggiare la Giornata Mondiale del Sordo, per promuovere l'accessibilità, la lingua dei segni, la cultura e l'identità sorda e il cambio di paradigma sulla sordità. Negli ultimi anni la manifestazione è stata partecipata da più di 5mila persone. “La Giornata di quest’anno – spiega Giuseppe Petrucci, presidente nazionale dell’Ens – vuole in particolare far passare un messaggio ben preciso: la piena inclusione passa dal mettere al centro la persona nella sua unicità e globalità, adottando un approccio integrato alla sordità, un mondo complesso e multidimensionale. È necessario garantire ad ogni cittadino sordo il diritto alla libertà di scelta comunicativa e tutti i percorsi, le possibilità e gli strumenti per crescere in piena autonomia. Un Paese che si ritiene civile deve essere in grado di rispondere ai bisogni specifici di ogni persona e di garantire a tutti la libertà di esercitare i propri diritti di cittadinanza. Per far tutto questo – aggiunge - chiediamo a gran voce il riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana da parte dello Stato. Ad oggi le persone sorde sono dei cittadini di serie B. A scuola, all’università, davanti alla TV, al cinema, a teatro o in un museo, negli uffici pubblici o in una stazione ferroviaria, negli ambienti di lavoro, nel chiamare soccorso e persino in ospedale le persone sorde, non sono trattate in modo eguale”. L’hashtag dell’evento sarà #GMS2019.
 
Ogni giorno della settimana, fino a domenica 29, avrà un suo sotto tema. Questi temi secondari mirano a includere tutti i gruppi all’interno delle comunità sorda - bambini, anziani, migranti, donne, membri della comunità LGBTIQA+ persone sordocieche e persone sorde con altre disabilità - affinché tutte le persone sorde possano beneficiare dei loro diritti della lingua dei segni. “Abbiamo realizzato dei video che lanceremo durante la settimana sul nostro sito e sulle nostre pagine social; vi chiediamo di condividerli sui social il più possibile e pubblicare foto, video, post e tutto quello che vi viene in mente usando questi hashtag: #RiconosceteLaLIS #GMS2019 #IWDeaf2019”, propone Ens.

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