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L’estate dei “festival sociali”, dalla salute all’immigrazione

Tantissime le iniziative, gli incontri e i dibattiti su tutto il territorio nazionale. Il tema è al centro dell’approfondimento settimanale del Grs week del Giornale radio sociale

15 luglio 2019

ROMA - Se la salute della cultura in Italia si misurasse dal numero di festival, incontri letterari, happening musicali, dibattiti, organizzati soprattutto nel periodo estivo, non potremmo che rallegrarci. Da diversi anni tantissime manifestazioni punteggiano il territorio nazionale; la loro dimensione conviviale, unita al portarci a riflettere fuori casa, gomito a gomito con gli altri, rende più facile la fruizione anche di argomenti difficili e ci aiutano nella lettura di fenomeni complessi e attuali come l’immigrazione, l’accoglienza, la contaminazione come strumento per esplorare nuove forme di comunità. Sono proprio questi i temi che caratterizzano tre festival “sociali” da non perdere. Il tema è al centro dell’approfondimento settimanale del Grs week del Giornale radio sociale, condotto dal Clara Capponi.
 
Tra le iniziative, Voci per la libertà, il festival musicale dedicato ai diritti umani che dal 18 al 21 luglio porterà a Rosolina Mare in provincia di Rovigo artisti emergenti e grandi big della musica italiana al fianco di Amnesty International. Il direttore artistico Michele Lionello spiega il filo conduttore di questa edizione “Lo slogan di quest’anno ‘Sui diritti umani non si torna indietro’, legato alla campagna di Amnesty a cui sono collegate diverse iniziative. Collegato alla manifestazione è anche il progetto Hatemeter che ha lo scopo di accrescere le conoscenze sull’incitamento all’odio sopratutto nei confronti degli islamici e che coinvolge diverse associazioni e ong europee”.
 
L’Italia non è solo il paese degli “immigrati”, ma soprattutto è terra di “emigrati”.  Giovani spesso costretti a partire alla ricerca di un lavoro o semplicemente di un futuro migliore.“Cervelli in fuga”, che dal 25 luglio al 3 agosto si riuniranno al “Piccolo festival delle spartenze”.Arrivato alla sua quarta edizione, l’evento nato nel piccolo borgo abbandonato di Paludi in Calabria grazie all’impegno dell’associazione AsSud, quest’anno si espande e diventa itinerante, coinvolgendo la Basilicata e il Molise; L’obiettivo come racconta il direttore artistico Giuseppe Sommario è quello di raccontare l’immigrazione, attraverso presentazioni di libri, film “storie di chi parte, di chi resta, di chi arriva e di chi torna” come recita il claim della manifestazione. “Il festival mette in luce anche le difficoltà di chi parte e arriva in un luogo sconosciuto. C’è chi dice che chi emigra è destinato a vivere un’esistenza per eccesso nel luogo di arrivo perché si sentirà sempre un intruso e per difetto nei confronti del luogo che si lascia perchè c’è il senso di colpa perché si abbandona il proprio paese”. ‘Spartire’ significa anche condividere e il festival in questo senso vuole essere anche un momento di incontro che possa far rivivere questi luoghi sempre più abbandonati come Paludi”.
 
Dopo l’estate torna a Padova Solidaria, il festival che animerà dal 22 al 29 settembre la città eletta nel 2020 sarà Capitale europea del volontariato. Un ricco programma artistico e culturale fatto di incontri, tavoli di lavoro e dibattiti intorno alla parola chiave Sconfinamenti un invito ad andare oltre confine e immaginare insieme agli altri la comunità che verrà. Sentiamo Emanuele Alecci il presidente del Centro di servizio di Padova che promuove la manifestazione. “Il volontariato e il terzo settore sono una vera e propria uscita di sicurezza da un contesto economico e sociale orientato a renderci estranei agli altri. Solidaria sarà il tentativo di leggere i confini come punto di incontro in cui si esce dalla propria zona di comfort  per crescere e arricchirsi in un dialogo fra diversità”.

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