SuperAbile






In Sportelli e Associazioni

Notizie


Catanzaro città amica delle persone con demenza

Una rete di associazioni e scuole per l’inclusione delle persone malate e dei loro familiari. Attività e incontri nel centro storico". Le persone con demenze hanno il diritto di continuare a vivere"

11 luglio 2019

CATANZARO – Elio canta: canta a modo suo, come lui solo sa fare. Non ci sono giudici, né premi. Lui canta e altri cantano con lui. Perché è la sua festa. Perché anche la sua città, quella parte di città reattiva, festeggia con lui. Perché Elio è uno dei protagonisti di questa nuova stagione di iniziative che prendono il nome di “Catanzaro centro storico comunità amica delle persone con demenze”. Iniziative per promuovere buone pratiche affinché commercianti, scuole, teatri, farmacie, giovani, forze dell’ordine e più in generale la cittadinanza possano comprendere meglio il tema delle demenze. Con un obiettivo di fondo: rendere possibile l’accoglienza, il sostegno, l’inclusione, il coinvolgimento delle persone malate e dei loro famigliari. Un percorso nel segno di un (auspicato) cambiamento culturale avviato nei giorni scorsi con un simbolico taglio del nastro di cui si sono occupati proprio loro, Elio e gli ospiti della “Ra.Gi.”, l’organizzazione che ha dato impulso al progetto impegnata da oltre dieci anni nel prendersi cura di persone con Alzheimer, Parkinson o con altre forme di patologie neurodegenerative.
 
Per l’occasione, il centro storico di Catanzaro si colora di palloncini, ma anche di sorrisi, abbracci, emozioni, speranze. Ci sono amici, parenti, mogli, mariti, figlie e figli. E ci sono le operatrici e gli operatori della “Ra.Gi.” con in testa la presidente Elena Sodano. Per Anna, moglie di Elio, questo caldo pomeriggio del 21 giugno è un giorno speciale: “Questo solstizio d’estate rappresenta per la città una maggiore consapevolezza del fatto che le persone con demenze hanno il diritto di continuare a vivere, nonostante la diagnosi”, dice questa signora dai capelli biondi e dagli occhi verde smeraldo lucidi per l’emozione.
 
“Il percorso che Elena ha tracciato in Calabria e che sta facendo conoscere in tutta Italia vi dice che i nostri familiari possono avere notevoli possibilità di vita piena di senso. Una vita che svolgono nei centri diurni della “Ra.Gi.” ma soprattutto sul territorio. Normalmente”, continua Anna parlando al convegno di presentazione del progetto.  Partecipa all’evento anche Francesca Arosio, psicologa della Federazione Alzheimer Italia, promotrice su scala nazionale della nascita delle “comunità amiche delle persone con demenze”(dementia friendly community). Una rete diffusa anche all’estero e che a oggi in Italia comprende ventiquattro territori (ad esempio città, porzioni di città, quartieri) impegnati a costruire giorno dopo giorno contesti più vivibili e più inclusivi.
 
Di questa rete adesso fa parte anche Catanzaro, in particolare il suo centro storico: unica realtà urbana calabrese inserita in questo circuito insieme al paese presilano di Cicala, il cosiddetto “borgo amico delle persone con demenze”. Un modello di visioni civiche e di azioni per la regia e secondo linee guida della stessa federazione che ha dato il suo via libera sulla base di diverse ragioni: in forza delle esperienze di inclusione testimoniate in questi anni dalla “Ra.Gi.” sia a Catanzaro che a Cicala, e perché in città, oltre all’adesione politico-programmatica dell’amministrazione comunale, esiste una prima rete di associazioni e di scuole - tra cui il Forum del terzo settore di Catanzaro-Soverato, l’Arci, l’Associazione geriatri extraospedalieri (Age) e l’Associazione giovani farmacisti (Agifar) - pronta a promuovere nuovi passi affinché si possa dare continuità a un percorso sempre in divenire, in linea con i bisogni sociali (e umani) che di volta in volta emergeranno.
 
“Tutto questo - dice Francesca Arosio - significa che qualsiasi cittadino potrà accogliere e comprendere. Significa che le persone con demenze e i loro famigliari non si sentiranno più soli. Queste persone - prosegue Arosio - potranno uscire, andare nei locali, nei bar, nei negozi che a mano a mano saranno sensibilizzati rispetto alla tematica”.
 
Per la presentazione del progetto c’è tra gli altri l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Catanzaro, Lea Concolino.  “Abbiamo la necessità di creare un percorso permanente per una città che sia accogliente e gentile. E vogliamo che questo messaggio arrivi alla Regione e a livello nazionale per creare in rete una grande comunità amica delle persone con demenze”, scandisce Concolino, promotrice di una delibera approvata a marzo scorso dalla giunta comunale della città capoluogo. Una delibera che impegna il Comune a collaborare con la “Ra.Gi.” a sostegno dell’iniziativa.
 
La finalità espressa nella delibera è quella di “accrescere la conoscenza della malattia e ridurre lo stigma sociale”. In particolare, si devono rendere “accessibili e appropriate le attività ricreative, culturali e sociali che favoriscono il mantenimento delle relazioni sociali”. Inoltre, si deve lavorare per creare “un ambiente urbano accogliente” e “favorire una mobilità sicura e semplificata”. Si parte però dalla formazione: la delibera chiarisce infatti che per questa prima fase del progetto si punta alle attività formative rivolte “a specifiche categorie che rivestono un ruolo chiave nella comunità”, negozianti e forze dell’ordine innanzitutto.
 
“Si tratta di costruire comunità resilienti e inclusive dove la vita di queste persone è nutrita di senso esistenziale e in cui le bizzarre espressioni del loro essere trovano incontri, sguardi, relazioni, normalità e umanità”, dice Elena Sodano, da anni attiva sul campo per portare le persone con demenze e i loro famigliari all’esterno, al di là dei muri della solitudine, a contatto con i giovani, con i commercianti, nelle scuole, nelle parrocchie, oltre i “ghetti” fisici e della mente. “Percorsi e servizi - scandisce ancora Sodano - utili a favorire quell’autonomia che è possibile restituire se soltanto queste persone non vengono considerate incapaci e inetti da una cultura distorta ed efficientista”. Per Daniele, figlio di Eugenio, uno dei primi tipografi di Catanzaro, diventare comunità amica delle persone con demenze “vuol dire che mio padre può esserci, mi auguro senza pregiudizio, facendo ciò che a lui piaceva fare: camminare, camminare, camminare…”.

di Francesco Ciampa

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati