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Paola Fantato insignita dell'Italian Paralympic Awards

Venerdì 3 ottobre, a Roma, l'ex olimpionica azzurra di tiro con l'arco riceverà il premio istituito dal Cip ed assegnato a tutti coloro che hanno contribuito alla crescita del movimento paralimpico. "Mi piace pensare che la mia esperienza di atleta sia servita per migliorare e far crescere il movimento".

2 ottobre 2014

ROMA - Cinque ori, un argento e due bronzi in cinque edizioni delle Paralimpiadi da Seoul 1988 ad Atene 2004, una partecipazione alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996, in mezzo tanti ori ai Mondiali ed agli Europei: Paola Fantato è, in assoluto, uno dei simboli dello sport azzurro, un'atleta in grado di vincere col sorriso e capace di portare quella passione che la contraddistingueva sui campi di gara nei ruoli istituzionali che, ormai da anni, ricopre, nella FISD ieri e nel Cip oggi.

A dieci anni di distanza dal ritiro dalle competizioni, venerdì 3 ottobre a Roma l'arciera veneta riceverà l'Italian Paralympic Awards, il premio istituito dal Cip ed assegnato a tutti coloro che hanno contribuito alla crescita del movimento paralimpico italiano. Un riconoscimento per una grande campionessa, fuori e dentro i campi di gara.

"Non posso dire che mi manchino le gare ma tutto il resto si - dichiara Paola Fantato - l'ambiente, il gruppo, il non poter più indossare la maglia azzurra, quella maglia azzurra che lavo, stiro e che tengo in un armadio ma che, per rispetto, non indosso più".

Una maglia azzurra che è legata a innumerevoli momenti sportivi e non, come quella volta ai Mondiali di Madrid, nel 2003.

"Ero in pausa con i miei compagni e ho visto arrivare un uomo che puntava verso di me - ricorda la veronese - non capivo cosa volesse finché non mi è arrivato vicino e, in inglese, mi ha spiegato che la figlia mi aveva visto gareggiare durante le Olimpiadi di Atlanta e il mio esempio l'aveva spinta a iniziare la pratica del tiro con l'arco. Il papà mi aveva cercato per anni, con il solo desiderio di potermi ringraziare di persona per ciò che avevo fatto per sua figlia".

"Questo episodio ha rappresentato più della vittoria di una medaglia - aggiunge la Fantato - con il passare degli anni le medaglie vengono accantonate ma ricordi come questi non sbiadiscono mai, perché vogliono dire che quello che hai fatto non l'hai fatto solo per te ma anche per gli altri".

Di medaglie, però, l'azzurra ne ha collezionate tante.

"La medaglia più importante? La prossima. Questo amavo ripetere quando gareggiavo - dichiara la Fantato - non posso dire che una medaglia sia più importante di altre ma se dovessi sceglierne una probabilmente direi l'oro ai Giochi Paralimpici di Barcellona nel '92. Quattro anni prima, a Seoul, mentre sul podio ricevevo la medaglia di bronzo, pensavo al significato di quel risultato, al fatto che, se in quel momento avevo vinto un bronzo, con altri quattro anni di allenamenti e duro lavoro avrei potuto ottenere la medaglia più preziosa".

Dopo il ritiro dai campi di gara, l'impegno istituzionale: nel 2001 l'elezione a Consigliere Federale in rappresentanza Atleti nella FISD, nel 2002 l'inserimento nella Commissione Nazionale Atleti del Coni, nel 2005 l'elezione a membro di Giunta del Cip, a Consigliere Nazionale Atleti del Coni, a membro dell'Esecutivo della Commissione Nazionale Atleti Coni e a membro di Giunta del Coni per la provincia di Verona. Nel 2008 la carica di Presidente della Commissione Nazionale Atleti del Cip e la rielezione a membro di Giunta del Cip.

"Mi piace pensare che la mia esperienza di atleta sia servita per migliorare e far crescere il movimento - ammette Paola Fantato - quando gareggiavo non mi rendevo conto di tanti aspetti ma una volta passata dall'altra parte ho capito tante cose".

"Sicuramente il ruolo di Presidente della Commissione Atleti del Cip è quello che mi manca maggiormente - aggiunge l'azzurra - così come l'esperienza in seno al Coni è stata fondamentale per portare qualcosa di utile anche nel mondo paralimpico".

Paola Fantato riceverà l'Italian Paralympic Award venerdì 3 ottobre, a Roma. Con lei verranno premiati altri atleti paralimpici, come Alex Zanardi (handbike), Cecilia Camellini (nuoto), Beatrice Vio (scherma in carrozzina), Oxana Corso (atletica leggera), Lorenzo Cordua (tennistavolo) e Marco Coluccini (arco compound). (a cura del Cip)

(3 ottobre 2014)

di d.marsicano

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