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Il judo per non vedenti si promuove a livello nazionale

Firmato il Protocollo d'intesa che sancisce la collaborazione tra la Federazione italiana sport paralimpici per ipovedenti e ciechi ed il Centro sportivo educativo nazionale. Andrà a tutto vantaggio della promozione sportiva del judo paralimpico

8 febbraio 2011

ROMA - Nasce con uno scopo ben preciso e dichiarato, il protocollo d'intesa firmato ieri, 9 febbraio, dalla Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi (FISPIC) e lo CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale): la promozione della pratica sportiva tra le persone con disabilità visive. Focus del Protocollo è, in particolare, l'attenzione alla disciplina del judo per disabili sensoriali, sport che ha recentemente avuto gli onori della ribalta mediatica per aver assoldato come coach nazionale niente meno che Giuseppe Maddaloni, oro a Sydney 2000.

"Con questo accordo quadro - dice Remo Breda, presidente della FISPIC - stiamo cercando di allargare le possibilità agonistiche dei nostri ragazzi. Al di là dello sforzo per organizzare i Campionati nazionali ed i raduni collegiali, infatti, non riusciamo nell'obiettivo di fare la promozione agonistica necessaria, e di radicarci sul territorio in modo capillare. Sappiamo che per i nostri atleti la possibilità di confrontare le proprie con le altrui capacità è fondamentale, e ci auguriamo che la collaborazione dello CSEN ci aiuti ad aprire fino all'ultima palestra utile a qualsiasi atleta con disabilità visiva voglia provare a fare sport".

Queste, invece, le considerazioni di Francesco Proietti, presidente CSEN, sul Protocollo in questione: "La cosa migliore per vincere in gara, è farla, la gara. So che Pino Maddaloni sta aiutando il judo paralimpico con grande entusiasmo. La considera una scommessa, si è messo in gioco. E noi ci impegneremo per creargli la più ampia rosa possibile, il serbatoio in cui scegliere i suoi atleti. Ci attiveremo anche sul fronte del karate, però, dove esistono gare di sole forme, di figure, che si adattano benissimo ad atleti non vedenti".

Il Protocollo, tra le sue linee di azione, indica la possibilità di partecipazione di atleti non vedenti e ipovedenti all'attività sportiva programmata dallo CSEN ed ai suoi raduni residenziali in Italia e all'estero, la messa a disposizione di attrezzature e campi di gara CSEN per gli atleti paralimpici, l'organizzazione di corsi di formazione CSEN per tecnici ed arbitri specializzati nel judo non vedenti, la promozione di eventi e appuntamenti FISPIC sugli organi di comunicazione e informazione dello CSEN. Non è poca cosa, l'attenzione dello CSEN alla FISPIC, federazione paralimpica neonata, che punta dritto al reclutamento di futuri sportivi e campioni: parliamo di un marchio di primo piano in fatto di associazionismo sportivo con finalità sociali. Lo CSEN, attivo da più di cinque lustri, svolge la sua attività di propaganda in stretta collaborazione con CONI, Federazioni Sportive, Regioni e Enti locali, e può vantare una imponente struttura organizzativa: un milione di soci fra dirigenti, tecnici, atleti, amatori e veterani, ottomila associazioni sportive affiliate, 1400 associazioni ricreative e del tempo libero, 580.000 tesserati sportivi, 460.000 tesserati del tempo libero, 104 comitati provinciali e 20 comitati regionali. (a cura del Cip)

(10 febbraio 2011)

di d.marsicano

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